Politica

Gruppo Pd: la provincia resti Chieti ma sì a processi di fusione

Il capogruppo D’Amico: “Semplificare ed aggregare dovranno essere le nuove frontiere, risparmiando, per una politca nuova che sia al servizio dei cittadini”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

 “Abbiamo proposto, insieme ad alcuni gruppi di maggioranza, l’ordine del giorno sul mantenimento della provincia di Chieti nell’ambito del processo di riordino avviato dal decreto sulla spending review.

 Il testo, con opportuni correttivi ed aggiustamenti, ricalca quello approvato all’unanimità dal comune di Chieti. Il nostro augurio è che anche in provincia riscontreremo la stessa audacia quanto il medesimo calore unitario nel votare il documento in discussione.

 Chiaramente non sosteniamo il documento per puro spirito di campanile ma perché: riteniamo il processo avviato assolutamente parziale e non organico rispetto ad un necessario e più completo ridisegno dei livelli istituzionali, con pochi concreti e sostanziali risparmi finanziari, non coinvolgente  le assisi provinciali costitute da eletti dal popolo elettore e sovrano verso la quale si sta perpetuando un grave sgarro di mancanza di rispetto istituzionale, non supera l’illogico contenuto del cosiddetto decreto legge ‘Salva Italia’ che toglie qualsiasi potere di scelta e di governo ai cittadini.

Promuovere una nuova rappresentanza delle autonomie locali è il primo punto di un agenda politica non più rinviabile per tutte le forze politiche così come ridefinire funzioni e competenze di ogni livello (comuni, province e regioni).

Il ddl sulle nuove funzioni contenute nella carta delle autonomie locali (attualmente in discussione presso la commissione Affari Istituzionali del Senato e già approvato dalla Camera dei Deputati) potrebbe rappresentare un bel segnale in tal senso oltre che un significativo passo avanti nel raggiungere quest’obiettivo tante volte enunciato ma suffragato da fatti consequenziali. Il nostro augurio è che l’accanita, lacerante, campanilistica e, probabilmente, inutile discussione sulla proposta da formulare per il riordino delle province faccia intendere e capire al parlamento che le riforme debbono avere percorsi condivisi, partecipati e non fatte a pezzi.  Nel merito dell’ordine del giorno presentato in consiglio provinciale  (andrà in discussione ed approvazione Mercoledì 12 Settembre p.v.) noi riteniamo utile sostenerlo ed approvarlo per il sol fatto che, Chieti e la sua provincia, avendo entrambi i requisiti previsti dalla legge ( almeno 2500 Kmq e 350.000 abitanti) mantenga in questo momento le sue peculiarità politiche, istituzionali ed amministrative. Ciò non vuol dire non condividere e concorrere a mutare l’esistente ma sollecitare, da una parte, la richiesta di un più ampio ridisegno di funzioni e competenze a governo, parlamento e regione che mirino a severi tagli alla spesa unita ad una maggiore efficienza del sistema pubblico, dall’altra, sostenere l’inarrestabile processo di fusione ed accorpamenti già avviato tra soggetti, sia pubblici che privati, nonché portatori d’interesse più vari. Siamo per una politica nuova che aggreghi, semplifichi, riconsegni il potere decisionale e di governo al cittadino elettore. Nel nostro piccolo e per le competenze a noi dovute ci siamo mossi e ci muoveremo in coerenza a questi principi per concorrere a fare della buona politica”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gruppo Pd: la provincia resti Chieti ma sì a processi di fusione

ChietiToday è in caricamento