Venerdì, 15 Ottobre 2021
Politica

Crisi idrica a Chieti, l'opposizione: "Che fine ha fatto il consiglio straordinario?"

"L'8 settembre scadono i termini per il quale il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire l'assise straordinaria sulla crisi idrica richiesto da tutti i consiglieri di minoranza e dallo stesso sindaco" ricordano i capigruppo

Nella settimana della protesta in Comune e dopo la sottoscrizione del sindaco Ferrara, l’opposizione teatina torna a invocare un consiglio straordinario per affrontare l’emergenza idrica a Chieti.

L'8 settembre scadono i termini per il quale il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire l'assise straordinaria sulla crisi idrica richiesto da tutti i consiglieri di minoranza e dallo stesso sindaco, come ricordano in una nota i consiglieri/capigruppo di opposizione Giampiero Riccardo (Chieti Viva), Bruno Di Iorio (Lista Di Iorio Sindaco), Stefano Costa (Forza Chieti), Serena Pompilio (Azione Politica), Mario De Lio (Udc), Carla Di Biase (Fratelli d'Italia) e Mario Colantonio (Lega).

“La norma – spiegano in una nota - configura un obbligo del presidente del consiglio comunale di procedere alla convocazione dell'organo assembleare,  come si evince dalla previsione del termine di adempimento (20 giorni) per la trattazione da parte del Consiglio, delle questioni richieste. Consolidata giurisprudenza in materia si è da tempo espressa affermando che, in caso di richiesta di convocazione del consiglio da parte di un quinto dei consiglieri, al presidente del consiglio comunale spetta soltanto la verifica formale che la richiesta provenga dal prescritto numero di soggetti legittimati, mentre non può sindacarne l'oggetto”. 

Ad oggi, però i consiglieri di opposizione dicono di non aver avuto comunicazione della data della riunione dei capigruppo per organizzare i lavori del Consiglio. “Né  sappiamo se l'Ufficio di presidenza ha tempestivamente informato e formalmente convocato i vertici di Aca Spa e Ersi per quanto riguarda la Regione Abruzzo. Ci auguriamo che a fronte dei dissidi, tutti interni alla maggioranza, e le frizioni con il sindaco, non ci sia alcun tipo di ostruzionismo per allungare i tempi. Sciupare altro tempo prezioso – concludono - andrebbe solo a discapito della città”.

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