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Anche i rifiuti dei positivi al Covid-19 finiscono in "quarantena"

L'assessore regionale ai Rifiuti, Nicola Campitelli spiega come cambia il ciclo di riversamento dell'immondizia raccolta nei domicili di coloro che sono risultati positivi al Coronavirus

Anche i rifiuti raccolti nei domicili dei Covid positivi subiscono una "fase di quarantena" di nove giorni prima di essere riversati negli impianti di trattamento: è il tempo entro il quale, per l'Istituto superiore di sanità, il virus muore, a prescindere dal tipo di materiale contaminato.

La filiera nella gestione in sicurezza dello scarto cambia, dunque, durante l'emergenza sanitaria.

"Stiamo rispettando le linee guida in materia di gestione dei rifiuti per coloro che sono in quarantena domiciliare - spiega l'assessore ai Rifiuti, Nicola Campitelli - la procedura prevede che, anzitutto, chi è ristretto in quarantena domiciliare faccia sola la raccolta indifferenziata, e che tale scarto sia raccolto con un mezzo dedicato".

Lo smaltimento avviene tenendo conto di alcune opzioni a scelta del gestore ma sempre prima conferendo i rifiuti in un impianto di sterilizzazione per la quarantena dei nove giorni. "Dopo lo stoccaggio, la scelta avviene tra trattamento meccanico biologico o discarica in celle dedicate e protette con materiale anticontagi - dice Campitelli - al momento il contenuto numero dei Covid positivi in quarantena domiciliare e la riduzione significativa dei rifiuti, a seguito della chiusura delle attività, pensiamo ai ristoranti e ai bar, per esempio, ci consente di tenere la situazione sotto controllo". 
 

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