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100 mila euro per la campagna di comunicazione regionale sul Coronavirus: scoppia la polemica

Il Partito Comunista invita a usare quei fondi per la sanità, la capogruppo del Movimento 5 stelle Marcozzi chiede un consiglio straordinario per fare chiarezza

Continuano a far discutere le spese della giunta regionale d'Abruzzo per le campagne di comunicazione sul Coronavirus. Qualche settimana fa, la polemica era scoppiata sull'uso di 40 mila euro di fondi per la Asl di Teramo per la campagna che diffondeva le linee guida diramante dal ministero della Salute e dal Governo. 

"Adesso - denuncia la capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio regionale, Sara Marcozzi - ci sono indiscrezioni secondo cui la Regione starebbe preparando un altro pacchetto da circa 25 mila euro per ogni Asl, sempre allo scopo di diramare una seconda campagna di informazione. Un totale quindi di 100 mila euro che, invece di finire a sostegno delle strutture ospedaliere, dei pazienti e del personale, potrebbe essere utilizzato per fini di cui si sta occupando già lo Stato centrale".

Per questo, l'esponente pentastellata si dice pronta a "chiedere fin da ora la convocazione di un consiglio regionale straordinario per capire come i soldi degli abruzzesi siano stati effettivamente utilizzati e in che modo si intenda utilizzarli in futuro. La giunta regionale deve rendere conto davanti ai cittadini sul proprio operato. Pretendiamo la massima trasparenza e, soprattutto, vogliamo la certezza che ogni disponibilità di cassa delle Asl e degli assessorati sia stato sfruttato per aiutare concretamente gli abruzzesi a uscire dall'emergenza sanitaria ed economica causata dal Coronavirus”.

Anche il Partito Comunista d'Abruzzo punta il dito contro la campagna di comunicazione e la scelta "di aumentare i già lauti stipendi dei suoi dirigenti".

"E guarda caso - incalza in una nota - la società incaricata è la Mirus di Michele Russo, collega di partito di Marsilio. Il Partito Comunista denuncia con forza questo scellerato utilizzo del denaro pubblico, chiede di sciogliere immediatamente il contratto con Mirus, di ritirare la delibera che aumenta gli stipendi ai dirigenti e di destinare i 50 mila euro più i soldi previsti per gli aumenti salariali ai 53 dirigenti alla sanità, per l’acquisto di materiali e strumenti necessari alla lotta contro il Covid-19".

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