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Consorzio industriale Chieti-Pescara, Febbo e Sospiri: illegittima la nomina del vecchio quale liquidatore dell’ente

Presentata una interrogazione scritta a cui seguirà l'intervento all'Anac

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

“Del Vecchio non può assumere l’incarico di liquidatore del Consorzio industriale perché nell’ultimo anno ha ricoperto il ruolo di amministratore e componente di Giunta del Comune di Pescara che supera i 15 mila abitanti”. A dichiararlo sono i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che sull'argomento hanno presentato una interrogazione scritta articolata e documentata all’attenzione del Presidente della Giunta Regionale Luciano D'Alfonso e dell’assessore regionale competente Giovanni Lolli. “E’urgente verificare – si legge nell’interrogazione - se sussistano motivi ostativi alla nomina e permanenza in carica di Enzo Del Vecchio quale componente del Collegio dei Liquidatori del Consorzio Industriale CH-PE visto quanto affermato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione tramite il parere AG 85/15/AC del 2.12.2015, ribadendo peraltro quanto già esplicato in diversi precedenti (cfr. Orientamento n. 21 del 28 maggio 2014; Orientamento n. 56 del 11 luglio 2014; Orientamento n. 17 del 27 maggio 2015) e, quindi, sapere se la Regione Abruzzo intende procede con la revoca di questa nomina in quanto si palesa l’inconferibilità del suddetto incarico ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 39/2013 e la conseguente applicazione degli artt. 17,18 e 20, co. 5 del D.Lgs 39/2013. Di questo – spiegano Febbo e Sospiri – investiremo e chiederemo uno specifico intervento proprio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione visto il parere già espresso. Una nomina su cui bisogna fare assolutamente  chiarezza e verificare se sussistono i presupposti giuridici affinché Del Vecchio possa ricoprire la carica di liquidatore del Consorzio. Ricordiamo come la Giunta regionale con DGR n. 274 del 23.5.2017 ha revocato la precedente DGR n. 63 del 13.2.2017, sostituendo un componente del Collegio dei Liquidatori del Consorzio Industriale CH-PE, indicando Enzo Del Vecchio quale nuovo componente. Sempre nella stessa Dgr viene stabilito, al punto 6, ‘di subordinare l’efficacia del presente atto alla condizione sospensiva dell’acquisizione delle dichiarazioni di inconferibilità ed incompatibilità del nominato componente del Collegio dando atto che sarà compito del Servizio Competitività ed Attrazione degli Investimenti trasmettere al Responsabile della prevenzione della Corruzione copia della dichiarazione di assenza delle cause di incompatibilità e/o inconferibilità rilasciate dal nominato’. Infatti Del Vecchio, in data 26/5/2017 ha reso, ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/00,  la dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi di amministratore di ente pubblico e di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico.

Ma Considerato che la natura giuridica del Consorzio industriale CH-PE (definito ente pubblico economico di livello regionale ai sensi della Legge n. 317/1991 e del D.P.R. n. 218/1978) conduce ad annoverarlo tra gli “enti pubblici”, ai sensi dell’art. 1, comma 2 lett. b) del d.lgs. n. 39/2013, secondo cui devono intendersi per “enti pubblici” gli enti di diritto pubblico non territoriali nazionali, regionali, locali, comunque denominati, istituiti, vigilati, finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l’incarico, ovvero i cui amministratori siano da questa nominati. Infatti l’Anac, con deliberazione n. 144 del 7.10.2014, ha stabilito che fra gli ‘enti di diritto pubblico non territoriali, nazionali regionali o locali, comunque denominati, istituiti, vigilati, finanziati dalla pubblica amministrazione sono ricompresi tutti gli enti aventi natura di diritto pubblico, economici e non economici. Inoltre – continuano Febbo e Sospiri - il Decreto Legislativo n.39/2013 all’art. 15 comma 1,  dispone che: ‘Il responsabile del piano anticorruzione di ciascuna amministrazione pubblica, ente pubblico e ente di diritto privato in controllo pubblico, di seguito denominato «responsabile», cura, anche attraverso le disposizioni del piano anticorruzione, che nell'amministrazione, ente pubblico e ente di diritto privato in controllo pubblico siano rispettate le disposizioni del presente decreto sulla inconferibilità e incompatibilità degli incarichi. A tale fine il responsabile contesta all'interessato l'esistenza o l'insorgere delle situazioni di inconferibilità o incompatibilità’, tra cui ‘coloro che nell'anno precedente siano stati componenti della giunta o del consiglio di un Comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti non possono essere conferiti gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale.

È noto a tutti che Enzo Del Vecchio sino al 30.3.2017 ha ricoperto la carica di Vice Sindaco ed Assessore del Comune di Pescara  ed è stato nominato Responsabile dell’Ufficio Segretario Particolare del Presidente della Giunta il 4/4/2017. Pertanto – chiedeno i due consiglieri di Forza Italia – se la dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità presentata dal sig. Enzo Delvecchio in data 26/5/2017 può essere legittima e tenuta in debita considerazione in quanto la stessa è riferita ad incarichi di amministratore, ovvero di mera legale rappresentanza di ente pubblico e di amministratore di ente di diritto privato in controllo. Invece la nomina in oggetto è per il ruolo di liquidatore, figura alla quale spetterebbe un potere gestionale. Infine – chiosano Febbo e Sospiri - il Governo regionale deve anche farci capire soprattutto come intende uscire fuori dall’immobilismo in cui si versa oggi l’ex Consorzio visto che precedentemente alla nomina di Del Vecchio fu indicato come terso liquidatore il "frontista" Teodeoro bloccando di fatto le attività del Consorzio e minacciando l’uscita dalla maggioranza dal Comune di Pescara dopo la cacciata della figlia dalla Giunta Alessandrini. Abbiamo il territorio, le infrastrutture e le strade delle aree industriali di Chieti e Pescara in totale abbandono somigliano sempre più alle Città bombardate di Aleppo e Mossul. Oggi gli imprenditori e le aziende ancora insediate in quell’area hanno serie difficoltà di collegamento e si sentono dimendicati poiché manca da anni un serio e concreto servizio di manutenzione e accortezza. Come da tre anni non vengono date risposte ai cittadini coinvolti dagli espropri effettuati ed ancora non liquidati. Speriamo, pertanto, che si esca al più presto fuori da questa liquidazione per ridare a quell’area una dignità oggi compressa dalle poltrone remunerate che D’Alfonso continua a dispensare ed elargire ai danni dei lavoratori abruzzesi”. 

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