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Il caso denunciato da Febbo

Il caso denunciato da Febbo

Consorzio di bonifica sud: il commissario aumenta il suo compenso del 43%

Il presidente della commissione Vigilanza Febbo denuncia: "Regalie, incarichi, prebende e una gestione personalistica, mentre gli agricoltori seguitano a non essere rappresentati con una deputazione legittimamente eletta"

"Incremento del 43% dell’indennità del commissario Franco Amicone, aumento di diversi altri compensi e forti dubbi sui bilanci approvati". Questa la denuncia del presidente della commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, dopo la pubblicazione delle delibere del Consorzio di bonifica sud, rese pubblico dopo il suo intervento, che denunciava la mancanza di trasparenza, dato che gli atti dell'ente non venivano diffusi. 

Con la delibera n. 345 del 09.11.2017, avente ad oggetto ‘Rideterminazione del compenso spettante al Commissario regionale del Consorzio di Bonifica Sud, nominato con Decreto n.96 del 30.11.2016 del Presidente della Giunta Regionale’, il compenso del commissario aumenta da 2.100 a 3mila euro. 

Inoltre, nella delibera n.346 del 09.11.2017, avente ad oggetto ‘Assestamento Bilancio di Previsione 2017’, vi sono diverse variazioni in aumento come l’indennità di carica, trasferte e rimborsi spesa di trasporto dei Revisori dei Conti per i quali sono destinati più di 29mila euro; per le trasferte e i rimborsi spesa per i viaggi sostenute dal commissario Amicone sono destinati ulteriori 6.500 euro; alla voce retribuzione al personale di cui all'attuazione della pianta organica è previsto un aumento di 69mila euro, mentre per le spese legali, contenziosi e consulenze varie c'è un aumento di altri 3mila euro.

"Il commissario Amicone - denuncia Febbo - in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione 2017, aveva annunciato, attraverso la stampa, una riduzione delle spese per il personale e l'aumento dei lavori di ripulitura e manutenzione, mentre in sede di assestamento del bilancio si comporta esattamente in modo contrario da quanto sbandierato. Oggi - incalza - leggendo gli atti approvati troviamo solo regalie, incarichi, prebende e registriamo una gestione personalistica che mette a serio rischio la gestione dei territori rurali vastesi, dove gli agricoltori sono ancora obbligati a pagare un canone consortile aumentato". 

"Dopo le recenti assunzioni del direttore generale Valerio Tommaso, già direttore del Consorzio di bonifica centro di Chieti e sospeso dallo stesso ente in quanto rinviato a giudizio, di una funzionaria amministrativa proveniente da Pescara, di un consulente amministrativo proveniente da Roma, di una selezione per due figure amministrative come si evince dalle delibere 19 e 17 approvate l’11 gennaio 2018,  assistiamo a una maggiorazione della spesa, che appare incontrollata a causa di una gestione poco oculata che risponde alle mere logiche politiche spartitorie”.

"Un dato è certo – conclude Febbo - dopo quattro anni di gestione del Consorzio di Bonifica Sud da parte del centrosinistra, si continua esclusivamente a assumere ed elargire consulenze, mentre gli agricoltori seguitano a non essere rappresentati con una deputazione legittimamente eletta con il silenzio assenso proprio delle organizzazioni professionali”.

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