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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Acqua, un consiglio straordinario contro la gestione Ersi

La minoranza annuncia un ordine del giorno per chiedere la delibera che vincola al passaggio di gestione - che aumenterebbe le bollette - e chiede una seduta del consiglio con Wwf e Acqua bene comune per spiegare i rischi ai cittadini

Un consiglio comunale straordinario per allertare l’intera cittadinanza sui rischi che il passaggio della gestione idrica all’Ersi comporterebbe per il servizio e per le tasche dei contribuenti.

È quanto chiederanno i consiglieri di opposizione Luigi Febo (Chieti per Chieti), Alessandro Carbone (Fli), Alessandro Giardinelli (Scelta Civica) e Alessandro Marzoli (Pd), come annunciato ieri mattina (mercoledì 16 ottobre) in conferenza stampa. L’intenzione è quella di bloccare la delibera che, in base ad una legge regionale, stabilisce il passaggio della gestione idrica all’Ersi e quindi all’Aca. L’intenzione è di invitare Wwf e Acqua bene comune in consiglio per spiegare cosa succederebbe.

Ovvero “aumento delle bollette, quasi il 30 per cento delle utenze condominiali e 80 per cento delle singole, la maggioranza a Chieti; l’affidamento all’aca, un ente in grave crisi finanziaria che si sta rivelando insolvente”. Un’emergenza già sollevata due settimane fa, a cui l’assessore ai Lavori pubblici Mario Colantonio aveva replicato tentando di gettare acqua sul fuoco e rassicurare sulle bollette e sugli investimenti fatti dal Comune per sistemare le reti idriche.

Ma la minoranza prosegue con la sua battaglia contro la gestione Ersi.“La gestione dell’acqua va fatta con criteri di economicità, efficienza e efficacia del servizio, noi riteniamo che il servizio del Comune di Chieti corrisponda a questi criteri”, spiega Febo.

Secondo l’opposizione la gestione Ersi non è inevitabile, ma si può bloccare, perché il Comune ha ricevuto una diffida dalla Regione per non aver recepito la legge regionale. “Ma la diffida si basa su un parere obbligatorio per legge richiesto all’Assi, che non si è espresso”. In mancanza di questo parere vincolante, dunque, la diffida si potrebbe annullare e attivarsi all’Assi, che può individuare gli enti gestori, per fare in modo che il servizio idrico teatino resti competenza della Teate servizi con costi inferiori. 

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