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Scintille in Consiglio Regionale, l'Ufficio di Presidenza censura il M5S

Il presidente D'Alfonso si sfoga dopo la bagarre in aula coi 5 Stelle: "Ho voluto riappropriarmi della mia posizione in Consiglio regionale. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio ha votato all’unanimità, quindi con il consenso delle opposizioni presenti, la censura all’operato degli appartenenti al M5S"

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale abruzzese con una nota a firma del Presidente Giuseppe Di Pangrazio e dei Componenti Lucrezio Paolini, Paolo Gatti, Alessio Monaco, Giorgio D'Ignazio ha deciso di applicare nei confronti dei Consiglieri regionali del Gruppo del M5S la sanzione della censura per aver occupato gli spazi riservati alla Giunta regionale impedendo di fatto l'avvio dei lavori del Consiglio regionale.

Ieri mattina infatti, il gruppo del M5S ha occupato i banchi della maggioranza in Consiglio regionale, dove era in programma la seduta per l'approvazione della finanziaria regionale e la legge di bilancio scatenando la dura reazione del presidente D'Alfonso che, per riappropriarsi della sua postazione, ha spostato poco elegantemente la consigliera pentastellata Sara Marcozzi dai banchi. Alla base della protesta dei grillini la scarsa trasparenza degli strumenti finanziari.

Secondo l'Ufficio di Presidenza il comportamento dei 5 Stelle si è rivelato lesivo degli interessi e dei diritti della comunità abruzzese. "Ieri mattina ho voluto riappropriarmi della mia posizione in Consiglio regionale - fa sapere D'Alfonso - una posizione che mi è stata assegnata da oltre 319mila abruzzesi - più del doppio dei voti presi dal M5S - con un voto democratico e che il M5S ha ritenuto di occupare in maniera illegittima calpestando le più elementari norme di convivenza civile.

Ho tenuto un comportamento rispettoso dei miei doveri di amministrazione attiva e dell’integrità fisica di chi stava commettendo un atto di occupazione indebita, sul quale le forze dell’ordine effettueranno sicuramente accertamenti per verificare l’eventuale sussistenza di reati. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio ha votato all’unanimità, quindi con il consenso delle opposizioni presenti, la censura all’operato degli appartenenti al M5S.

Auspico che in futuro - conclude D'Alfonso - il confronto possa avvenire solo sulla base della espressione delle idee e non sulla ricerca di un momento di notorietà provocato con comportamenti indegni di un’aula consiliare regionale".

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo (FI): “Non condivido questo modo di fare opposizione ad uso e consumo delle telecamere – dichiara - per poi non rimanere in Aula a fare il proprio lavoro ma al tempo stesso è assolutamente da stigmatizzare il comportamento grave tenuto dal Presidente dalla Giunta D’Alfonso che di fronte a una protesta pacifica e condivisibile non può e non deve tenere comportamenti inaccettabili e incompatibili con l’alto ruolo che ricopre. Ci aspetteremmo da lui, massimo esponente di una maggioranza di centrosinistra, un atteggiamento più democratico e disponibile al dialogo. Ma dobbiamo registrare ancora una volta che chi governa la Regione vuole proseguire sulla strada intrapresa in questi 2 anni considerando l’ente come casa propria dove agire secondo le proprie personalissime regole venendo meno ai principi di trasparenza e democrazia”. 

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