In consiglio arriva la variazione di bilancio, la maggioranza: "Votiamo sì, ma presto una task force per fare chiarezza sui conti"

Nella seduta in programma domani, potrebbe ripetersi ciò che è accaduto due settimane fa: l'attuale minoranza non contribuirà a votare atti che ha prodotto

"Voteremo la variazione di bilancio, ma presto faremo chiarezza sulla situazione finanziaria del Comune". È questo l'impegno dei gruppi di maggioranza al consiglio comunale di Chieti, alla vigilia dell'assemblea in programma domani (lunedì 16 novembre), in videoconferenza. 

Già nella seduta del 2 novembre, l'assise civica aveva approvato il rendiconto della gestione per l'esercizio 2019, con l'astensione dei gruppi di opposizione, che sedevano in maggioranza fino a meno di due mesi fa. 

Ancora una volta, due settimane fa, la maggioranza è compatta: Partito Democratico, Chi ama Chieti, Chieti c'è, Chieti per Chieti, Movimento 5 stelle, La sinistra con Diego e Lista Ferrara sindaco chiariscono di "non avere scelta" nel votare favorevolmente "per pagare lavoratori, imprese e famiglie".

Spiegano i consiglieri di maggioranza in una nota: "Ammonta a 14.500.854 di euro di debiti una fetta dell’eredità lasciata dall’amministrazione Di Primio alla città di Chieti. Un 'regalo' confezionato in una delibera della ex giunta approvata a soli due giorni dal voto, che domani arriverà in consiglio comunale con la variazione di bilancio che la maggioranza si prepara a ratificare". Non farlo, precisano "costringerebbe a ulteriori esposizioni debitorie e anche per voltare pagina e restituire a Chieti quello che chi ha amministrato fino a pochi mesi fa le ha tolto, affogandola in milioni di euro di debiti".

Si tratta di un prestito acceso con la Cassa Depositi e Prestiti per coprire una fetta dei conti in rosso del Comune, da saldare con una rata di 614.991,10 euro all’anno dal 2022 fino al 2049.

"Una patata bollente anche politica - accusano anche gli esponenti di maggioranza - per chi sarebbe arrivato dopo a palazzo, cotta a puntino per scrollarsi di dosso la responsabilità di una voragine che parte dal 2015 e arriva al 2019, come se non essere più classe dirigente cancellasse anni e anni di scelte sbagliate e di cattiva amministrazione. Ma queste cifre sono solo parte del lascito degli ex ai teatini, di cui daremo conto alla città attivando una task force che ci aiuti a ricostruire l’intero quadro, capire come ci si è arrivati e agire di conseguenza in caso ci siano responsabilità".

"Noi - aggiungono - non abbiamo altra scelta che ratificare la variazione di bilancio già adottata dalla giunta precedente con delibera 927 del 18 settembre 2020, perché contiene le spettanze di tanti creditori tra i quali Chieti Solidale, Aca, Deco e Teateservizi, società di cui ci stanno a cuore dipendenti e sorti e perché non farlo significa non effettuare verso imprese e famiglie i pagamenti rimandati fino ad oggi, non onorati a causa delle scelte fatte negli ultimi anni di amministrazione. Così, lunedì succederà ciò che è già accaduto con il rendiconto 2019, passato con i soli voti del Patto per la Città, perché chi lo ha prodotto si è astenuto dal votarlo. Come in quel caso, ci assumeremo l’onere di ratificare un atto non nostro, in nome dell’impegno di risollevare la città e restituirle il respiro e la capacità di programmare che non ha più da anni".

"Ma ci rendiamo perfettamente conto - concludono - che 14.500.854 euro di prestito non sono uno scherzo, significano circa 300 euro di debito a carico di ogni cittadino, neonati compresi, per il prossimo trentennio. Un conto che forse chi ha firmato quell’atto non ha fatto, ipotecando a Chieti la possibilità di crescere e di costruirsi un futuro migliore: moderno, sostenibile, europeo, degno della sua storia, un futuro su cui vogliamo lavorare perché accada e perché Chieti lo merita”.

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