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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Politica

I veleni alla vigilia del consiglio straordinario sulla sanità, Pompilio accusa: "Non è stato voluto da tutte le forze politiche"

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, la consigliera di Azione Politica ribadisce di aver chiesto di discutere altrove i problemi della sanità teatina

È in programma domani mattina (lunedì 27 giugno), dalle ore 9.30, nella sala consiliare della Provincia, il consiglio comunale straordinario sulla Sanità, per dare risposte su un tema particolarmente importante e delicato.

E, alla vigilia della seduta, arriva l'appello del presidente del consiglio comunale Luigi Febo e della vicepresidente Silvia Di Pasquale, che dicono: "È una seduta che non ha matrice politica, perché a chiederla sono stati tutti i gruppi rappresentati nell’assise, nata con una finalità unica, quella di dare risposte alla popolazione che ogni giorno ha bisogno di cure, prevenzione e servizi”.

“L’auspicio - incalzano - è che gli interlocutori regionali e locali della Asl rispondano a questo bisogno, partecipando alla seduta, sia perché ricade in un periodo particolarmente sensibile, sia per le decisioni prese da chi dovrebbe risolvere problemi e criticità in capo alla Asl. Dunque, l’idea è quella di una seduta costruttiva, un confronto positivo per capire che tipo di visione la Regione ha per la sanità teatina, presidi e servizi territoriali, conoscere lo stato dei finanziamenti annunciati, proporre soluzioni, capaci di alleviare i disagi registrati e, purtroppo sempre più spesso, denunciati dagli utenti del pronto soccorso, dai pazienti e famigliari di quanti hanno bisogno di curarsi e vogliono farlo nella propria città. È giusto che ciò avvenga, infatti questa era una seduta attesa da tempo e che abbiamo costruito in modo trasversale, proprio perché è urgente la risposta alla posizione politica. L’auspicio è che da Chieti lunedì, così com’è accaduto con il consiglio sul progetto di velocizzazione della linea Roma-Pescara, parta un messaggio chiaro e forte alla Regione e alla Asl, che non è una levata di scudi, ma un invito a sedersi a un tavolo su cui disegnare, insieme, il futuro della sanità teatina, a cui approdino certezze su tempi e notizie su finanziamenti e scelte prima che si realizzino. Un tavolo che nasce da un’esigenza sentita prima di tutto dalla comunità: dialogare su quello che è il diritto più importante, specie dopo la pandemia, quello alla salute e avere strutture all’altezza di questo compito”.

Ma la seduta di domani non è esente da polemiche. La consigliera di Azione Politica Serena Pompilio accusa: "È da più di un mese che si sta assistendo, in vista delle ormai prossime elezioni regionali, a una vera e propria campagna elettorale che vede il tema della sanità e della salute pubblica oggetto di pesanti e inopportune strumentalizzazioni".

Per Pompilio, il consiglio "non è stato richiesto da tutta l’assise comunale ma, al contrario, è stato più volte ribadito da diversi gruppi consiliari, tra cui Azione Politica, che fosse inutile poiché i lavori utili alla soluzione dei problemi attinenti la sanità teatina andavano svolti nelle commissioni consiliari deputate, pressoché non operative in questi 20 mesi, nel tavolo Covid, convocato solo 2 volte senza che si sia arrivati a proposte o adozione di documenti o protocolli, nel Comitato ristretto dei sindaci che viene sistematicamente convocato fuori dal capoluogo e dove il sindaco Diego Ferrara è solito tacere", è l'accusa della consigliera.

"Erano queste le sedi nelle quali produrre sollecitazioni scritte, diffide e, perché no, anche assumere decisioni forti che avrebbero potuto prevedere il coinvolgimento della procura - evidenzia - ove ritenuto necessario. I problemi della sanità teatina sono cari a tutti ma la mera strumentalizzazione, fine a stessa, non serve a nulla se non a creare ancor più allarmismo nella cittadinanza. Il sindaco pensi a farsi valere e a battersi per la città negli organismi ad hoc deputati invece di cercare sostegno nei mezzi di comunicazione e in parte del consiglio comunale per cercare di ottenere quella rappresentatività che non riesce ad esprimere al di fuori delle riunioni di maggioranza e di cui la città ha tremendo bisogno".

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