rotate-mobile
Politica

Il consiglio comunale si divide sulle intitolazioni a Nilde Iotti e Silvio Berlusconi

Alla proposta della consigliera Di Roberto, per intitolare la sala di presidenza alla prima presidente della Camera donna, si è contrapposta quella del polo civico a favore dell'ex premier recentemente scomparso

“Contrapposizione puerile e divisiva su un tema di rilevanza sociale e collettiva qual è la promozione delle pari opportunità di genere e il ruolo della donna nelle istituzioni e nella società che fa male al consiglio comunale e ai cittadini”. Così la consigliera Barbara Di Roberto (gruppo misto), che ha presentato un ordine del giorno che sarà discusso nella seduta di lunedì 24 luglio per intitolare la sala di presidenza all'onorevole Leonilde (Nilde) Iotti, primo presidente della Camera donna, definisce la controproposta del polo civico che vuole invece dedicare a Silvio Berlusconi, l'ex premier recentemente scomparso, la sala riunioni.

“Apprezzo la posizione espressa dal sindaco Ferrara e dagli assessori e consiglieri messi da subito a conoscenza dell'intenzione di presentare questo odg. Non mi aspettavo che tale proposta potesse trovare ostacoli o contrapposizioni in maggioranza – afferma Di Roberto - tanto da far presentare un'ulteriore iniziativa ad essa speculare, ma evidentemente inopportuna giacché il tema posto non è di tipo ideologico, bensì incentrato sulle pari opportunità di genere e nella promozione di iniziative e atti, nonché fatti, volti a tutela e garanzia della piena eguaglianza di genere e del ruolo della donna nelle istituzioni, nel mondo professionale, nella società e in tutti i campi del sapere e del vivere”.

“Contrapporre volutamente e strumentalmente un'intitolazione a Berlusconi non ha senso – continua la consigliera - se non quello di innescare polemiche sterili e divisioni che non fanno bene né al consiglio comunale né all'amministrazione né soprattutto ai cittadini. Svuotare di significato un tema importante, discusso e approfondito oggi a tutti i livelli istituzionali nazionali e sovranazionali, con il solo scopo di imporre una legittima ma personalistica appartenenza valoriale e politica, che evidentemente si rifà a Silvio Berlusconi, è del tutto puerile. Per quanto mi riguarda segna la differenza e dà la misura tra chi vive la politica e il governo di questa città come si trattase di una propria azienda familiare, e chi pone e si pone con iniziative e proposte amministrative di senso collettivo e trasversale, al di là di preferenze personali, opinioni o singole visioni. Auspico il più ampio accoglimento in consiglio comunale. Un ordine del giorno di questo tenore non dovrebbe porre divisioni ma rendere tutti orgogliosi e magari propositivi anche rispetto al futuro”.

La proposta è stata invece accolta in maniera trasversale dalle consigliere Carla Di Biase e Alberta Giannini.

“Al progredire dell'emancipazione femminile in tutti i campi della vita pubblica non è purtroppo corrisposto il raggiungimento di una rappresentanza piena e paritaria negli stessi campi della vita sociale, culturale, politica ed economica – commenta Carla Di Biase - l'iniziativa assunta trasversalmente da lei, da me e dalla consigliera Alberta Giannini, e che mi auguro possa al più presto trovare la condivisione anche degli altri gruppi consiliari e delle colleghe tutte, mira proprio a rendere effettivo questo cambiamento, a stimolare e supervisionare l'operato dell'amministrazione comunale affinché nessun provvedimento risulti discriminatorio o in violazione delle norme europee e degli accordi internazionali. La precedente amministrazione aveva intrapreso questo cammino con la istituzione della Commissione pari opportunità, rappresentato da donne rappresentanti della società civile, facendo un passo in avanti per spingere l'amministrazione comunale ad occuparsi con più determinazione di lavoro, di divario salariale (oggi pari al 16,3%), di indipendenza economica, di povertà femminile, di sottorappresentanza delle donne nel processo decisionale, di maternità e salute, di contrasto alla violenza, di servizi per l'infanzia e la famiglia. Dal canto mio mi auguro che la commissione sia al più presto composta di donne e uomini: un aspetto che ritengo fondamentale per il superamento dello stereotipo della divisione dei compiti. La questione femminile non è una questione di cui debbano occuparsi solo le donne. Come nella vita privata donne e uomini debbono condividere i compiti domestici e familiari, così nella vita pubblica donne e uomini devono condividere la responsabilità della parità, del superamento di ogni discrimine legato al genere”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il consiglio comunale si divide sulle intitolazioni a Nilde Iotti e Silvio Berlusconi

ChietiToday è in caricamento