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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Fontana piazza Valignani, Giardinelli: il consiglio comunale voterà sull'interruzione dei lavori

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Vi invio l'Ordine del Giorno (consegnato questa mattina e che si discuterà nel prossimo Consiglio Comunale) per l'Interruzione dei Lavori della Fontana di p.zza Valignani

Al Presidente del Consiglio Comunale di Chieti

Arch.Marcello Michetti

O R D I N E D E L G I O R N O

"interruzione lavori per la fontana prevista in piazza Valignani"

Premesso

- che l'Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Umberto Di Primio, sta realizzando una fontana a getti d'acqua al centro di Piazza Valignani, all'interno del cerchio in cubetti di porfido bianco antistante il Teatro Marrucino, il Palazzo Vescovile ed il Palazzo della ex-Banca d'Italia, nell'ambito di un progetto di arredo urbano del centro storico della città,

- che tale opera è finalizzata, come dal Sindaco dichiarato, "alla restituzione di un nuovo decoro urbano degli spazi e dei luoghi"

- che tale fontana sarà installata al centro di Piazza Valignani, a forma circolare, con un diametro massimo ingombro di 7,28 metri.

- che il finanziamento complessivo del progetto è di € 250.000,00, di cui € 50.000,00 tramite Mutui Cassa Depositi e Prestiti ed € 200.000,00 mediante fondi FERS di cui ai programmi PISU.

- che il progetto preliminare dell'arredo urbano del centro storico è stato approvato con Deliberazione di G.C. n. 299/2011 e Deliberazione di C.C. n 172/2011.

- che la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo ha rilasciato la propria autorizzazione il 10/11/2011

- che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo ha rilasciato la propria autorizzazione il 29/01/2013

Considerato

- che tale intervento insiste su di una P.zza il quale ipogeo è stato più volte interessato, in passato e recentissimamente, da importanti ritrovamenti.

- che tali ritrovamenti hanno definito che al di sotto dell'attuale angolo orientale, formato dai complessi edilizi del Teatro Marrucino e della Banca d'Italia (attuale Sede Comunale), coincide il lato superiore di un enorme ipogeo di età romana, noto nelle pubblicazioni come "l'ipogeo della Banca d'Italia", il quale è stato documentato più volte da importanti studiosi del secolo scorso, quali Vincenzo Zecca e Valerio Cianfarani (V.ZECCA, Notizie degli Scavi, 1887,pg.103; V.CIANFARANI; Note di antica e vecchia urbanistica teatina,pp.299,304.)

- che dai rilievi planimetrici, si evidenzia come tale struttura interessasse tutto l'isolato compreso tra il Corso Marrucino e l'area del Teatro, ed interrotta solo nel lato Nord.

- che in una pratica d'archivio pubblicata dallo studioso locale Aurelio Bigi nel suo libro, proprio sulla Banca d'Italia,(A.BIGI, La Banca d'Italia a Chieti dal 1893,pg.71.) si evince come nel sottosuolo dell'area in questione si sarebbero rinvenuti una statua di fanciulla, una testa di leone, un ritratto virile e un capitello corinzio; rinvenimenti questi ultimi che si addicono al 1915, ma che sono documentati similmente negli scritti del noto Vincenzo Zecca qualche anno dopo, proprio nello svuotamento del complesso ipogeo della Banca, accuratamente descritti e disegnati nella sua nota relazione dal titolo: "Gli scavi della via Ulpia in Chieti", edita in occasione dei lavori di sbancamento del Corso Marrucino e del tratto della storica Via Ulpia" nel lontanto 1897.

-che soltanto questi primi rinvenimenti sono sufficienti a farci pensare che il tessuto urbanistico della Teate Romana proseguisse in direzione di Piazza Valignani e almeno fino a via Arniense, in direzione di una direttrice di traffico ancora da identificare e ricostruire con chiarezza, come dimostrato dal recente ritrovamento di un pavimento musivo in occasione di lavori pubblici sul manto stradale nell'anno 2005.

- che nelle opere bibliografiche sulla situazione ipogea di piazza Valignani, e dai preziosi studi del prof. G.Obletter, il quale si è interessato con cura e dedizione all'approvigionamento idrico antico del colle teatino, si sottolinea più volte l'importanza della situazione ipogea il Corso Marrucino e delle variazioni altimetriche antiche note tra l'area della piazza Valignani e la ex Via Ulpia (corrispondente all'altura della cattedrale, nota come Colle Gallo) ed a proposito dei lavori di fine ottocento sull'arteria del Corso Marrucino, Obletter ricorda, come il già citato V.Zecca, parlando del largo del pozzo che "la tradizione ricordava un pozzo pubblico, forse conserva, dove si riunivano le acque che erano destinate ad una fonte pubblica ai piedi della collina e che, all'epoca, sotto il palcoscenico del teatro vi era un deposito di acque" (G.OBLETTER, M.T.PICCIOLI, A.DE MARTIS, Il patrimonio archeologico della città di Chieti,Chieti 1985, pp.81-85.)

Secondo G.Obletter, lo Zecca probabilmente nel corso delle sue ispezioni aveva individuato cunicoli afferenti (per raccolta stillicidio) e un cunicolo efferente (per il deflusso dell'acqua) presso una non precisata fonte a valle.

Lo stesso studioso chietino, in un altro importante contributo (G.OBLETTER,A.ANTONUCCI, L'approviggionamento idrico sul colle teatino, in Teate Antiqua, Chieti 1991, pp.66-108) ricorda che un caso di studio simile si è verificato in occasione della scoperta delle condotte di captazione sottostanti il complesso del G.B.Vico e che andavano ad alimentare la nota Fonte Grande, in direzione delle terme romane.

- che questi cenni bibliografici nient'altro vogliono essere che un punto di partenza per una riflessione sulla ricchezza storiografica e urbanistica del nostro centro storico ed in particolare dell'area di piazza Valignani, senz'altro tornata all'interesse dei cittadini in occasione di lavori in corso per la realizzazione di una fontana pubblica.

- che se pensiamo che l'area è stata recentemente interessata dalla scoperta di un arco di datazione non ancora precisabile e precedentemente di un pavimento musivo, tipico di una domus romana, nell'area antistante il Teatro Marrucino a poca distanza da questo arco sotterraneo dall'andamento analogo NE SO, sarebbe opportuno fermarsi un attimo a riflettere e progettare bene gli interventi di scavo prima di proseguire l'opera pubblica della fontana, in vista di possibili e contigui archi e magari di un vecchio e unico cunicolo sotterraneo, il quale potrebbe non escludere sovrapposizioni stratigrafiche più antiche.

- che secondo il parere del Prof. Giuseppe De Tiberiis e la documentazione storica in possesso dell'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, gli ultimi ritrovamenti, appartengono ad un palazzo del 1600 (come riportato dall'Articolo de Il Centro del 29 Luglio 2014)

Ritenuto che

- una città che vive stratificata su se stessa da secoli, non è certamente un terreno ideale per facili cantieri edilizi o interventi pubblici, e che occorre quindi pianificare con una giusta strategia urbanistica e un buon piano regolatore prima di intervenire invasivamente, ai fini di non alterare il tessuto storico e il patrimonio cittadino.

- la fontana, insistendo su P.zza Valignani, bellissimo luogo di riferimento di Chieti, una volta realizzata oltre a danneggiare un ipogeo di altissimo valore storico/ archeologico/turistico/economico, rappresenterebbe un ingombro inutile con una riduzione degli spazi e un depauperamento della sua insita bellezza architettonica.

- che vista la vocazione storico-turistica della nostra città, sarebbe più opportuno riqualificare il centro storico rendendo fruibili dalla città i reperti archeologici che potrebbero rappresentare un'attrattiva turistica incommensurabile

- che anche se la Sovraintendenza dovesse ritenere che tali reperti archeologici non sono, per loro metro, di valore storico/archeologico, nello stesso modo gli stessi reperti potrebbero essere per noi, cittadini di Chieti, un valore per la città ed una opportunità per il potenziamento economico/turistico di Chieti.

si invita

Il Sindaco e l'Assessore ai lavori Pubblici

A provvedere all'interruzione dei lavori per la costruzione della fontana di P.zza Valignani e a valutare altri interventi di riqualificazione del Centro Storico, che possano comunque tutelare le nostre ricchezze archeologiche, facendo in modo che le stesse diventino fruibili per la città e per la sua economia turistica.

Chieti, 30 luglio 2014

Il Consigliere Comunale

Alessandro Giardinelli

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