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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

Alla maggioranza mancano i numeri anche nella riunione dei capigruppo e l'opposizione attacca: "Pensano solo alle poltrone"

Non c'è il numero legale per fissare una nuova seduta di consiglio dopo che quello di lunedì è stato sospeso per lo stesso motivo: "Liberate la città", attacca la minoranza

Dopo la caduta del numero legale nel consiglio di lunedì, anche stamani, in conferenza dei capigruppo, gli esponenti di maggioranza hanno fatto registrare la propria assenza. 

E, ora, i consiglieri di minoranza accusano il presidente del consiglio Luigi Febo che, dicono, "non è assolutamente in grado di assolvere al compito affidatogli". 

Lunedì, come detto, in consiglio comunale alla maggioranza sono mancati i numeri per poter proseguire la seduta, che però era stata convocata senza un'eventuale seconda data. Tutto da rifare, così, l'iter per la riorganizzazione dell'assemblea. Lo stesso è accaduto stamani nella conferenza dei capigruppo, riunita per decidere la data del nuovo consiglio.

"Le attività dell'assise civica - accusano i consiglieri Carla Di Biase (Fratelli d'Italia), Serena Pompilio (Azione Politica), Mario Colantonio (Lega), Mario De Lio (Udc), Maurizio Costa (Forza Chieti), Giampiero Riccardo (Chieti Viva), Bruno Di Iorio (Di Iorio sindaco), Damiano Zappone (Forza Italia) - sono di fatto paralizzate per via della incapacità del presidente di organizzarne i lavori e, anche, per l'altissimo livello di litigiosità di una maggioranza i cui esponenti hanno un unico scopo: arrivare alle sedie lasciate vuote in giunta". Il riferimento è alle due nomine che il sindaco Diego Ferrara deve fare dopo le dimissioni degli assessori Enrico Raimondi e Mara Maretti.

"Nulla importa della mancata adozione del provvedimento per i lavori di via Arenazze - incalzano gli esponenti di minoranza - e ancor meno della approvazione non perfezionata della nuova convenzione con la Provincia di Chieti per il progetto di manutenzione degli impianti termici per il tramite della Ops. A ciò va aggiunto il disagio arrecato agli uffici che, continuamente, debbono riprogrammare le riunioni e rimodulare gli atti per via della inadeguatezza degli amministratori attuali. Del loro destino e dei loro assetti interni, poco ci importa, e poco interessa anche ai teatini. Facessero tutto ciò altrove, però, liberando la città da questa morsa asfissiante".

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