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Stop alle bollette "pazze": il consiglio comunale dice sì e il sindaco sollecita un incontro con Aca

Approvato con il solo voto contrario della Lega l'ordine del giorno che vede come primo firmatario (Riccardo). Voto unanime anche per quello sui ritardi per il trasferimento degli uffici dell'università a palazzetto Veneziani

Consiglio comunale proficuo, quello di questa mattina, terminato impegnando il sindaco e la giunta a farsi portavoce di due temi importanti per la città. 

Voto unanime a favore dell'ordine del giorno presentato da Stefano Costa (Forza Chieti), Bruno Di Iorio (Di Iorio sindaco) e Giampiero Riccardo (Chieti Viva) su palazzetto Veneziani, la vecchia sede di Confindustria in larghetto Teatro vecchio, dove l'università d'Annunzio avrebbe dovuto trasferire alcuni uffici dell'amministrazione centrale e quelli dell'ateneo telematico Leonardo Da Vinci. 

Con l'approvazione dell'ordine del giorno, il consiglio comunale ha dato mandato al sindaco Diego Ferrara di "chiedere al magnifico rettore le ragioni di questo ritardo e reclamare il trasferimento definitivo dell'università telematica Leonardo Da Vinci e gli uffici amministrativi centrali quanto prima". 

Sì dell'assise civica compatto - a eccezione dei consiglieri della Lega che si sono astenuti dal voto - anche all'ordine del giorno sulle bollette "pazze" del servizio idrico, presentato dal capogruppo di Chieti Viva Riccardo, e poi sottoscritto anche da Partito Democratico, Chieti per Chieti, Chi ama Chieti, Chieti c’è, La sinistra con Diego, Movimento 5 stelle, Lista Ferrara sindaco e Azione politica assieme a Chieti Viva, Forza Chieti e lista Di Iorio sindaco. 

Il provvedimento nasce dopo le lamentele di diversi teatini sulle fatture dell'acqua: in particolare, in molti hanno contestato voci di spesa poco chiare e tariffe gonfiate rispetto all'effettivo consumo idrico. E le bollette ricevute riportavano cifre vertiginose, arrivando in alcuni casi anche a 1.000 euro.

Dunque, l'iniziativa di Riccardo è nata per dare mandato all’amministrazione di ricomporre la questione con Aca, in modo da ottenere un confronto e, in tempi brevi, la giusta soluzione per gli utenti. 

Nel corso del suo intervento, il capogruppo di Chieti Viva, oltre a farsi portavoce delle tante segnalazioni dei cittadini, ha sollevato anche problemi che arrivano dal passato. Come l’anagrafica incompleta di molte utenze, che in alcuni casi ha avuto come conseguenza l’impossibilità di recapitare da parte di Aca le regolari bollette. 

A questo, si aggiungono disservizi diventati cronici, con le chiusure e razionalizzazioni che pesano soprattutto su alcune zone della città.

"Tutti questi innumerevoli disservizi - ha detto Riccardo - dovrebbero essere presi in carico dagli uffici Aca ubicati a Madonna degli Angeli in Via delle Robinie. Dovrebbero, perché il numero del personale di quegli uffici e le informazioni fornite non sono all’altezza di un capoluogo di Provincia. Informazioni sommarie che quasi sempre rimandano i cittadini a contattare o addirittura recarsi a Pescara per ricevere risposte utili. Senza contare gli assembramenti di persona costrette a doversi mettere in fila persino in zona rossa. È evidentemente che non è così che si gestisce un servizio pubblico". 

Ma Riccardo si rivolge anche alla presidente dell'Aca Giovanna Brandelli, lamentando "lo scollamento tra la cittadinanza teatina ed Aca Spa sul caro bollette e disservizi. Per una corretta gestione dell’acqua, il tavolo di confronto tra il sindaco ed Aca Spa che ho proposto nel mio ordine del giorno è un’opportunità operativa da cogliere da entrambi per parti per restituire equilibrio e certezza ai rapporti tra gestore del servizio idrico e cittadini. Sul banco degli imputati ci sono i disservizi della gestione del servizio idrico. Non Chieti e tanto meno i suoi cittadini (vere ed uniche vittime)". 

"Oltre all’aumento sproporzionato e alla poca trasparenza delle bollette - incalza - Aca deve chiarire come sono state utilizzate sino ad ora le risorse per manutenzione e gestione, considerate le inaccettabili chiusure e razionalizzazione idriche che arbitrariamente colpiscono Chieti, causando enormi difficoltà a famiglie ed attività produttive. Credo che un amministratore pubblico o chi governa una società pubblica come Aca, debba lavorare dando il meglio di sé per i cittadini e non contro di essi".

Il sindaco Diego Ferrara, dal canto suo, ha annunciato l'intenzione di organizzare già per la prossima settimana un incontro tecnico con i dirigenti Aca a cui chiedere "prime risposte per arrivare a una soluzione condivisa dei problemi".

"L'amministrazione - aggiunge il primo cittadino - raccoglierà sicuramente questa istanza, avendo già avviato con Aca un confronto aperto nei mesi scorsi, in occasione dei disagi che si sono verificati con la fornitura dell'acqua in alcune zone della città".

"Spiace che non ci sia stata unanimità su un problema così sentito - aggiunge - ma comunque e a nome di tutti, cercheremo un incontro al più presto per avere chiarimenti sulle bollette che molti cittadini stanno contestando, perché formulate su importi presunti e non reali. Diversi sono stati anche i disservizi segnalati attraverso l'ordine del giorno dei consiglieri, riferiti a importi elevati, a cui si sono sommate anche altre voci di spesa che in un periodo come questo rendono pesante il carico per le famiglie. Cercheremo uno strumento capace di dare una risposta cumulativa a quanto rappresentato, in modo da normalizzare i rapporti fra Aca e utenza, ma soprattutto rendere certe e possibili le spettanze".

L'assise civica ha approvato anche l’integrazione della disciplina comunale inerente il consumo di suolo e il recupero del patrimonio edilizio cittadino, un passaggio strategico, anche alla luce dei benefici governativi per la ristrutturazione degli immobili.

Il Comune aveva recepito la legge regionale 40 del 2017, senza mai individuare gli ambiti di intervento sul territorio e le zone escluse dal campo di applicazione. Dunque, ora, anche coloro che hanno un edificio residenziale in ambito agricolo possono beneficiare delle agevolazioni, tramite il cambio di destinazione d’uso e il contenimento d’uso del suolo.

La delibera consente più agevolmente i recuperi attraverso il cambio di destinazione d’uso a determinate condizioni in zona agricola, per le pertinenze, gli accessori e i manufatti connessi alla conduzione del fondo sono consentiti senza l’aumento delle unità immobiliari e per una volumetria complessiva non superiore a 800 metri cubi. Per le autorimesse, il cambio è consentito solo a condizione che siano recuperati locali e aree da destinare a parcheggi, con la possibilità dio monetizzazione solo in caso non sia possibile rispettare lo standard richiesto.

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