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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Politica

Commissione in Comune convocata nella notte, le opposizioni: "Si dimettano il sindaco Ferrara e il presidente Febo"

Non si placa la polemica tra maggioranza e opposizione a Chieti sulla questione della segretaria comunale da suddividere con Torrevecchia

Non si placa la polemica tra maggioranza e opposizione a Chieti sulla questione della segretaria comunale da suddividere con Torrevecchia. Una situazione che aveva già visto il sindaco Ferrara trovarsi in disaccordo con la sua maggioranza e l'ultimo consiglio comunale saltare per mancanza del numero legale.

"Ci troviamo nuovamente nostro malgrado a dover evidenziare l'ennesimo boicottaggio della maggioranza sulla tanto voluta delibera, relativa al segretario generale, a cui ha fatto seguito una serie di dichiarazioni pregne di puerili giustificazioni omettendo volutamente la valenza politica dell'assenza in aula di un intero gruppo consiliare che sostiene il sindaco e - spiegano i rappresentanti di Azione politica, Lega, Forza Italia, Udc, Di Iorio sindaco, Chieti viva, Forza Chieti - per fronteggiare l'ennesima brutta figura dell'amministrazione affida al presidente del consiglio il tentativo di salvare la faccia. Il presidente Febo,  dimostrandosi ancora una volta di più inadeguato a svolgere funzioni super partes, partorisce la trovata di convocare di notte una commissione dei capigruppo per questa mattina: il tutto in spregio al rispetto delle norme del regolamento comunale e delle più elementari regole democratiche poste a tutela di tutti i consiglieri, soprattutto quelli di minoranza, e di cui lo stesso continua a dare un'interpretazione partigiana con lo scopo di porre rimedio alle palesi mancanze  istituzionali e politiche dell'intera amministrazione".

Per le opposizioni "la convocazione in termini così stretti è possibile solo per ragioni di urgenza che deve dipendere da fattori oggettivi e non dall'inerzia e dalla litigiosità della maggioranza e deve comunque essere preceduta da un ufficio di presidenza che, inutile dire, non si è tenuto nel caso di specie. Come se ciò non bastasse la convocazione prevedeva che la capigruppo si tenesse in videoconferenza nonostante ciò non sia previsto dal regolamento appositamente varato e dopo che l'ipotesi era stata esclusa nel corso di una precedente riunione anche da alcuni gruppi di maggioranza. Un’amministazione che brancola nel buio più assoluto a partire dal sindaco e passando al presidente del consiglio che con comportamenti totalitaristici non rispetta il ruolo ne’ dei capigruppo ne’ dei gruppi consiliari e forse non conosce nemmeno la funzione che propriamente gli è attribuita e quella degli organi consiliari che garantiscono e devono garantire l’imparzialità e la democraticità delle decisioni".

I partiti chiedono le dimissioni "anche del presidente del consiglio oltre al sindaco se non è in grado di svolgere le funzioni di garanzia di tutti i gruppi eletti in consiglio comunale che rappresentano la città e che questa mattina non hanno partecipato alla capigruppo proprio fare si che vengano rispettate regole e funzioni  affinché sia chiaro che il consiglio comunale  non è luogo di servilismo e di accettazione tacita di condizioni imposte bensì il centro delle funzioni democratiche di una città dove ogni gruppo deve liberamente avere la possibilità di partecipare e di dire la propria nella massima garanzia fornita da quelle norme sistematicamente calpestate. Si dimettano".

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