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Teateservizi e Chietisolidale: è caos per i crediti delle società partecipate

Il presidente di Teateservizi rivendica crediti dal Comune, quello di Chieti Solidale sollecita l'ente a saldare le fatture con la stessa rapidità con cui le chiede. L'assessore D'Ingiullo rispedisce le critiche al mittente, ma Di Gregorio accusa l'amministrazione

Scintille ieri (lunedì 21 ottobre) in Commissione bilancio, dove il presidente della Teateservizi Valerio Visini ha annunciato che la società partecipata rischia di non essere operativa dopo il 31 ottobre prossimo per una grave crisi di liquidità, imputata anche al Comune. Insieme al presidente di Chieti solidale, Giuseppe Melchiorre, ha rivendicato crediti che ammonterebbero a 3 milioni di euro.

Ma l’assessore alle Società partecipate, Marco D’Ingiullo, getta acqua sul fuoco, assicurando che “non è questa l’intenzione dell’amministrazione comunale”. Eppure Visini ha annunciato che i mesi di novembre e dicembre determineranno un vuoto, che l’amministrazione dovrà tamponare. In commissione Visini ha precisato che la Teateservizi attende una liquidazione cospicua da parte del Comune, per una fattura di gennaio scorso, che ha chiesto di ricevere entro giovedì (24 ottobre). Quei fondi serviranno a saldare un conto da 74mila euro della società di lavoro interinale che ha lavorato per il recupero delle aree Peep.

Visini ha accusato duramente l’amministrazione, ma D’Ingiullo rispedisce al mittente le critiche, definendo addirittura “difficilmente interpretabile” il comportamento tenuto durante la seduta di questa mattina. “Solo una settimana fa – spiega con il direttore della Teateservizi Luciano Iezzi e lo stesso Visini siamo stati in riunione con il sindaco per illustrare ed esaminare la bozza del piano industriale che a breve dovrebbe approdare in consiglio comunale”.

L’assessore non nega le difficoltà economiche, ma esorta Visini a comportarsi da “presidente accorto e determinato”, che “anziché arrendersi dovrebbe collaborare ancor di più con l’amministrazione per trovare idonee soluzioni”.

“Le difficoltà economiche ci sono sempre state, ci sono ora e ce ne erano ancor di più con la precedente amministrazione quando la Teateservizi era a carico del comune per il doppio del budget attuale. Ma questo non significa che la società chiuderà”, assicura D’Ingiullo.

E attribuisce il rallentamento del flusso finanziario verso la società partecipata ad “alcune circostanze negative, non imputabili a questa amministrazione, come ad esempio il differimento dell’approvazione del bilancio di previsione, causato dai continui cambi di normative”. Ma si impegna a sbloccare la situazione e attivarsi personalmente per liquidare in tempi brevi le fatture rivendicate dalla società partecipata.

Non è stato più morbido il presidente di Chieti solidale, che per l’ennesima volta ha sollecitato il Comune a estinguere in tempi brevi i debiti contratti, visto che l’azienda rispetta i tempi previsti per le fatturazioni mensili.

E il consigliere comunale Riccardo Di Gregorio (Federazione della sinistra) attacca: “Il tentativo di salvare il salvabile, come si evince dalla dichiarazione dell’assessore Marco D’Ingiullo, che ha annunciato l’arrivo di un prossimo finanziamento da parte della Cassa Depositi e Prestiti di circa 4 milioni di euro per i debiti contratti dall’amministrazione fino al 31 dicembre 2012, testimonia la palese incapacità della copertura finanziaria anche dei debiti contratti nell’esercizio in corso. Esercizio comunale 2013 che, a tutt’oggi,  deve ancora avere il suo bilancio di Previsione”.

“Il presidente Visini – racconta - ha ricordato, nello stupore generale sia dell’opposizione ma soprattutto della maggioranza, che l’amministrazione ha spesso convocato i vertici della Società per tenere riunioni con dirigenti ed amministratori ma, alla fine, lo stesso Visini, nominato proprio da questa amministrazione, ha dichiarato a tutta la Commissione che è arrivato alla conclusione che non bisogna fidarsi di nessuno. Parole inequivoche che mettono una pietra tombale sulla gestione finanziaria del Comune ormai collassata, tanto che persino importanti esponenti del Centro Destra, come appunto il presidente Visini, l’hanno condannata senza appello”.

“Quanto emerso in commissione questa mattina – conclude Di Gregorio – fa il paio con la forte conflittualità in seno alla maggioranza che non riesce a riconnettersi dopo il caso D’Agostino tant’è che non è stato ancora nominato un nuovo assessore”.

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