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I commercianti bocciano le elezioni prima di Natale: "Danno incalcolabile alla categoria"

Confcommercio boccia l’ipotesi di elezioni regionali a dicembre e chiede un incontro al vicepresidente della Regione Giovanni Lolli

Secco no alle elezioni regionali a dicembre dal presidente provinciale di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio. Una scelta che danneggerebbe la categoria.

“Dicembre è da sempre il mese deputato agli acquisti natalizi. Programmare le elezioni regionali, attese da più parti, a ridosso della Vigilia di Natale dal momento che è rimbalzata l’ipotesi di ritorno alle urne il 22 dicembre, è un qualcosa di assurdo. Come Confcommercio - annuncia Tiberio - ci opporremo in ogni sede”.

La prossima settimana verrà chiesto un incontro urgente al vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, delegato alle attività produttive. “Ribadiremo che a dicembre, specie se a ridosso delle festività natalizie, non si può tornare alle urne per decidere il rinnovo del consiglio regionale. Gli imprenditori - spiega Tiberio - aspettano con ansia il mese di dicembre per raddrizzare bilanci in rosso considerando che durante il 2018 la ripresa dei consumi tanto annunciata non è stata neppure abbozzata. Per questo non si possono compromettere affari già peraltro risicati con le elezioni”.

Confcommercio sostiene con forza che le elezioni regionali a dicembre rischiano di bloccare l’economia locale. “Gli insediamenti di nuovi Governi, siano essi nazionali che regionali o locali, frenano da sempre i consumi a causa di un clima di attesa nei confronti della tornata elettorale vissuta in prima persona da ogni territorio. A dicembre una situazione del genere - ribadisce Tiberio - rappresenterebbe una vera catastrofe per la nostra categoria peraltro costretta a non poter seguire i vari incontri elettorali poiché i negozi, in quel mese, sono aperti tutti i giorni e spesso osservano un orario continuato. Chi di noi, in tal senso, potrebbe lasciare il proprio negozio per andare a votare il 22 dicembre? Con una scelta del genere si correrebbe il rischio di incrementare le percentuali di astensionismo alle urne”.

Da qui la richiesta accorata, pronta ad essere girata al vice presidente Lolli, di evitare che si voti a dicembre. “Bisogna tener conto delle sacrosante esigenze di una categoria - dice Tiberio - che continua a non avere le giuste attenzioni dalla politica”.

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