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La capogruppo di Fratelli d'Italia Di Biase

La capogruppo di Fratelli d'Italia Di Biase

Dopo il commento dell'assessore Raimondi su Facebook, Letta (Lega) e Di Biase (Fdi) lasciano l'intergruppo femminile

Le due consigliere accusano le colleghe di consiglio di non aver preso le distanze dall'affermazione dell'esponente di giunta

Le consigliere di Lega e Fratelli d'Italia Emma Letta e Carla Di Biase hanno deciso di ritirare l'adesione all'intergruppo femminile del Comune di Chieti nato lo scorso novembre. Una scelta motivata dal commento su Facebook dell'assessore Enrico Raimondi che ha fatto molto rumore negli ultimi giorni. 

Le due esponenti di centrodestra spiegano di averlo fatto proprio a seguito di quanto innescato dal commento, poi cancellato, dell'esponente della giunta Ferrara e dalla solidarietà che, per loro, non è arrivata dalle colleghe consigliere. 

"Con spirito di servizio e volontà di collaborazione - dicono - abbiamo accolto la proposta della consigliera Di Roberto a collaborare ad iniziative che avevano nelle intenzioni l'unico scopo di tutelare i diritti delle donne. Nonostante l'istituzione di tale organo si sia rivelato ad oggi solo sulla carta, perché mai si è proceduto alla sua formalizzazione, la nostra idea di politica, unita allo spirito di servizio, ci ha fatto ritenere giusta la scelta operata. le affermazioni di esponenti di maggioranza di questi giorni ci hanno però portato a confrontarci e a optare per una scelta diversa".

Per Letta e Di Biase, quanto digitato sul social da Raimondi, "oltre a ledere la dignità personale della consigliera Letta, ferisce sia il genere femminile che la categoria di chi, purtroppo contro la sua volontà, si ritrova affetto da menomazioni fisiche e psichiche. Pur ritenendo sincere le scuse e le prese di posizioni degli assessori Raimondi e Cascini, e del sindaco stesso, non possiamo mancare di notare la totale assenza di solidarietà di chi a parole si è eretto a paladino e difensore di talune categorie. Il profondo spirito cristiano ci fa conoscere il perdono e non serbare rancore personale alcuno. Pur volendo soprassedere sulle affermazioni della consigliera Di Roberto, a nostro avviso gravi al pari di quelle dell'assessore, in quanto lesive della capacità di autonomia di giudizio e critica della consigliera Letta, non possiamo farlo rispetto all'imbarazzante silenzio e alla totale mancanza di presa di distanza delle colleghe consigliere, ad eccezione della consigliera Pompilio, che ringraziamo". 

"La nostra storia personale, politica e professionale - puntualizzano le consigliere - che ci vede quotidianamente vicine alle donne, a chi è affetto da reali menomazioni, alle categorie dei più deboli, non ci permette di condividere percorsi con chi l'idea, prima di trasformarla in azione, non la adoperi come stile di vita e come esempio quotidiano. Certe di saper dare apporto, contributi ed idee in maniera autonoma, e di poter trasformare le testimonianze di vita quotidiana in azione, continueremo a spendere il nostro impegno per difendere i diritti delle donne nelle aule deputate. Rimane l'amarezza per l'ennesima occasione persa di riportare la politica nella dialettica con la quale siamo abituate ad affrontarla, per l'arragonza del potere di chi non ha capacità di scindere i valori dall'appartenenza".

In mattinata, anche Articolo Uno aveva attaccato Raimondi per il commento rivolto alla consigliera Letta. 

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