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Condanna Colantonio, Di Primio: non deve dimettersi

L'assessore ai Lavori Pubblici condannato a 8 mesi per falso ideologico dal tribunale di Chieti. Il sindaco invita a "ristablire la verità sulla sentenza di condanna"

“Non ci sono ragioni giuridiche, men che meno di carattere etico-morale perché io ritiri le deleghe assessorili a Mario Colantonio ovvero perché lui lasci il suo posto di assessore. Non voglio commentare la sentenza del tribunale di Chieti, ma credo vada appellata per ristabilire la verità su una vicenda che vede ingiustamente condannato oggi Colantonio” è quanto dichiara il sindaco Di Primio all’indomani della condanna per falso ideologico inflitta all’assessore ai Lavori Pubblici.

“Se passasse il principio che ha animato il giudice di Chieti, nel raccogliere le firme, oltre al documento, dovremo fotografare anche chi sottoscrive – sottolinea Di Primio - È di tutta evidenza, dunque, anche per quanto accaduto in altre cause celebrate innanzi al tribunale di Chieti aventi medesimo capo di imputazione (per fortuna risoltesi con l’assoluzione dell’imputato), che oggi allo sconfitto alle elezioni, al pari del non eletto, basterà dichiarare che taluno non ha firmato quella lista, ovvero non ricorda se ha firmato o meno, e perché no, anche che quella non è la sua firma, per innescare un procedimento penale che ha quale unico effetto danneggiare il malcapitato consigliere o assessore che si è offerto di autenticare le firme”.  

MESSAGGI DI SOLIDARIETA' Intanto diversi messaggi di solidarietà sono arrivati a Colantonio dopo la notizia della condanna da parte di cittadini, conoscenti e amministratori della maggioranza. Come quello di Emiliano Vitale, che descrive l'amico assessore "un gigante ruvido ma con un enorme cuore di velluto, uno che se lo prendi al momento sbagliato ti indispettisce, ma che poco dopo ti chiama e ti da la soluzione e la sua disponibilità. Qualunque conseguenza porti questa condanna - scrive - non m'interessa, non m'interessano i suoi centinaia di consensi elettorali, frutto della sua disponibilità e della sua passione di fare politica da sempre onestamente e con passione. Non m'interessa chi, già, lo sta insultando e lo cataloga fra i "cattivi", perchè l'ho detto e lo ripeto la legge? sta da una parte, dove deve stare, la veritaàdall'altra. Ed è proprio quella passione e voler far tutto ed esserci sempre che lo ha portato fino ad oggi. Ma poi quando sbagli a sceglierti amici (leggi infami) di viaggio ti ritrovi così. Sappi amico mio, che per me ma per tutti gli altri non cambia nulla , ma ci fortifica ancora di più in quello che pensiamo nei tuoi confronti e non facciamo nemmeno un passo indietro".

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