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Una protesta e una raccolta firme per salvare il teatro Marrucino dalla chiusura

Sabato mattina, artisti e cittadini si riuniranno sotto la sede della Regione, a Pescara, in una manifestazione organizzata dal senatore Di Stefano. La Lega, nel weekend, raccoglie sottoscrizioni a una petizione

Una manifestazione di protesta sotto la sede della Regione, a Pescara, e una raccolta di firme, per evitare che il teatro Marrucino, storica istituzione culturale di Chieti e di tutto l'Abruzzo, cali definitivamente il sipario. Sono queste le reazioni più eclatanti dopo l'annuncio del sindaco Umberto Di Primio, che ieri, insieme al presidente del Consiglio di amministrazione Cristiano Sicari e al direttore amministrativo Cesare Di Martino, ha diffuso la situazione drammatica delle casse del teatro

Dopo che il centrosinistra ha rassicurato sul fatto che i fondi ci sono, perché la giunta regionale li ha già deliberati, il senatore Fabrizio Di Stefano ha organizzato per sabato mattina, dalle 11, sotto la sede della Regione Abruzzo, in piazza Unione, a Pescara, una protesta aperta a cittadini e artisti, con tanto di strumenti musicali per mostrare l'arte per cui le istituzioni non hanno i fondi. 

Spiega Di Stefano: 

Quanto sta accadendo è una vergogna. In occasione dei festeggiamenti per il Bicentenario, il presidente D’Alfonso fu accolto in pompa magna dalle autorità, ma oggi l’esito è ben diverso. Chieti e l’Abruzzo non possono accettare questo scandalo, un grave danno d’immagine che supera i confini regionali e nazionali: dobbiamo fare qualcosa e questa sarà solo la prima di tante manifestazioni.

La Lega, invece, ha organizzato una raccolta di firme, sabato in centro a Chieti e domenica allo Scalo, per tutelare il teatro e le sue produzioni di alto livello. Commenta Palmerino Mammarella, vicecoordinatore provinciale e commissario cittadino della Lega:

Si tratta dell'ennesima mossa programmata dal Governo Regionale per declassare la città di Chieti, perché è solo la negligenza della Regione ad aver portato la principale istituzione culturale cittadina alla chiusura.

Una Regione che non è stata in grado di garantire l'erogazione di somme dovute per legge: 300mila euro di contributi ordinari e 200mila euro deliberati per le celebrazioni del Bicentenario del Teatro. Un episodio senza precedenti: il Marrucino nella sua storia ha chiuso le porte solo durante le grandi guerre.

E' l'ennesimo colpo, una delle tante mortificazioni inflitte dall'amministrazione D'Alfonso al capoluogo teatino. 

Evidenza il coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma: 

La Regione Abruzzo ha un rappresentante all’interno del Cda del teatro e dovrebbe avere un interesse reale verso le politiche culturali di uno dei quattro capoluoghi di provincia. A questo punto è un dovere chiedere: dove sono finiti i fondi promessi per il Marrucino?

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