Chieti Solidale: botta e risposta a distanza fra Di Primio e Febo

Il sindaco, da Facebook, precisa: "L'inefficienza di qualcuno che sta dentro Chieti Solidale sta creando artatamente questo problema" e promette di tagliare gli sperperi. Ma il consigliere ribatte: "Se non si pagano gli stipendi, la colpa è del Comune che non paga"

Scontro fra il sindaco Umberto Di Primio e Luigi Febo su Chieti Solidale. Dopo la lettera del commissario Ricciuti e la denuncia del consigliere Pd Alessandro Marzoli sui crediti, già noti, dell'azienda speciale multiservizi, il primo cittadino, fuori città per qualche giorno di vacanza, ha replicato con un post su Facebook: "Leggo tante cose su Chieti Solidale e sugli stipendi non corrisposti a causa del mancato versamento da parte del comune. Il comune - ha scritto - da sempre é in ritardo con i versamenti a ChSl. Ciò nonostante gli stipendi sono sempre stati pagati solo che la inefficienza di qualcuno (il che non vuol dire tutti) che sta dentro a ChSl sta creando artatamente questo problema. Iniziamo e lo farò presto a tagliare molti sperperi che ci sono a ChSl come certi servizi che servono solo per pagare stipendi a dipendenti sindacalisti. Comunque da ieri l'Azienda aveva accreditati circa 300mila euro. Quindi se avesse voluto, chi doveva, avrebbe potuto pagare gli stipendi come dovrebbero pagare l'Anffas sempre e non solo dopo aver costretto la presidente e le famiglie a ricorrere a me". 

Il capogruppo di Chieti Solidale, Febo, ha risposto a sua volta con una nota stampa, criticando la risposta del sindaco: "E così - dice - se gli stipendi degli operatori di Chieti Solidale è a rischio la colpa è loro. Il suo (di Di Primio) post su Facebook è chiaro e va giù duro contro i lavoratori, con parole che si avvicinano motlo a velate minacce". 

"Di Primio - prosegue - non risparmia nessuno: pochi giorni fa si era scagliato contro i dirigenti e i dipendenti del Comune, oggi contro i lavoratori della Chieti Solidale. La verità è che se l'azienda non può pagare gli stipendi, la causa sta nel fatto che il suo cliente principale, cioè il Comune di Chieti, non paga! Non c’è una inefficienza gestionale o una perdita che riguarda l’azienda! Il Comune affida con il Piano di zona i Servizi all’azienda, determina i prezzi e stanzia nel suo Bilancio le somme da corrispondere che rappresentano il corrispettivo dei servizi svolti. Se il Comune la liquidità che ha a disposizione non la versa alla Chieti solidale per retribuire i servizi (che il Comune stesso ha ordinato) l’Azienda non può pagare gli stipendi! Dov’è la responsabilità dei lavoratori?", chiede. 

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E ancora: "Chieti Solidale è un’Azienda sana che funziona benissimo e produce utili (l’ultimo rendiconto è stato approvato dal Consiglio Comunale ad agosto e non ha mai, dalla sua costituzione, chiuso un solo esercizio in perdita). I suoi 180 operatori per la gran parte laureati e, ormai, con grande esperienza alle spalle fanno un lavoro encomiabile con retribuzioni che, per molti di loro, è di 8 euro lordi a ora!  I servizi gestiti dall’Azienda e affidati dal Consiglio Comunale in base ad un preciso indirizzo dell’Ufficio di Piano - e non dal Sindaco - hanno una ricaduta sociale importante la cui qualità incide in maniera sensibile sulla vita degli assistiti e delle loro famiglie. L’Azienda, per di più, in questi ultimi due anni ha svolto (a nostro giudizio illegittimamente e su input dell’Amministrazione comunale) anche il ruolo di intermediatore di manodopera rispetto alla gestione del personale a tempo determinato degli asili nido per evitare all’Amministrazione Comunale di incorrere nei limiti imposti dalle varie leggi finanziarie in materia di personale e, ciò, senza che il servizio asili nido sia mai stato trasferito all’A.S.M. dal Consiglio comunale". 

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