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la frana a S. Maria Calvona

la frana a S. Maria Calvona

Interventi della Regione per il rischio idrogeologico: "Intollerabile l'esclusione di Chieti"

Lo dice il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, che ha intenzione di convocare tutti i responsabili del procedimento e chiedere lumi sui criteri utilizzati per stilare la lista

Nell’elenco degli interventi predisposti dalla Giunta regionale per prevenire il rischio idrogeologico - un ammontare complessivo di 66 milioni di euro – Chieti non c’è. “Dopo una serie di innumerevoli promesse pensavamo di essere arrivati finalmente a una fase di attribuzione di importanti risorse - spiega il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo – Ma molti interventi per situazione di rischio R3 con un livello di progettazione definitiva vengono giudicati prioritari rispetto ad altri con un codice di rischio maggiore (R4) e con progettazione esecutiva (pronti per la gara d’appalto). Per questo, nel corso di un’apposita Commissione di Vigilanza, saranno convocati tutti i responsabili del procedimento ai quali verranno chiesti lumi sui criteri utilizzati per stilare la lista”.

Per il consigliere regionale di Forza Italia è intollerabile l’aver sottovalutato quanto accaduto nella città di Chieti. “Se da un lato andrebbero incluse alcune aree montane come a esempio Villa Celiera, Civitella Casanova ecc., dall’altro, se consideriamo i criteri fondamentali come il codice di rischio maggiore e il numero delle persone a rischio, appare insopportabile l’esclusione di Chieti. Il territorio del capoluogo teatino – aggiunge - infatti lamenta evidenti e datati dissesti idrogeologici per i quali sono state inoltrate richieste e progettazioni che però puntualmente restano inascoltate”.

Tra le situazioni più complesse ci sono la frana di Santa Maria Calvona che lo stesso Gabrielli, capo della Protezione Civile, aveva individuato quale priorità regionale programmando 1 milione di euro mentre è stato finanziato solo per 300 mila euro; Fosso Santa Chiara a Madonna della Misericordia; Madonna della Vittoria; la Colonnetta; la strada per Popoli (Provincia); la Strada Colle Rotondo.

"E’ bene sottolineare che tutti questi interventi ricadono in aree perimetrate a rischio R4 e sicuramente sono situate in zona di vasta estensione; ci sembra invece che nell’elenco siano ricomprese molti progetti ricadenti in aree  R3 (indice di pericolosità inferiore) e di media/piccola estensione territoriale. Chiaramente – precisa ancora Febbo - la città di Chieti deve fronteggiare anche i pesanti danni al manto stradale che la paragonano a una città medio orientale sottoposta a un bombardamento.  Di questo chiederò contezza al Presidente della Regione  che convocherò unitamente al sindaco di Chieti in un’apposita Commissione di Vigilanza. Mi auguro che gli esponenti del Pd locale facciano sentire la propria voce ai loro referenti regionali e che tutelino l’interesse dei cittadini teatini e non difendano logiche partitocratiche”. 

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