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Lettera aperta ai politici: Chieti è, e deve restare capoluogo della sua provincia

Cristiano Vignali si appella a tutti gli amministratori locali affinché votino per far restare Chieti, che ha tutte le carte in regola per esserlo, capoluogo di provincia. Ecco la sua analisi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La globalizzazione a partire dai primi anni '90 del XX secolo, con la crisi dello Stato nazione, ha portato alla penalizzazione di quei centri urbani come Chieti con vocazione politico - amministrativa, che con la riduzione del potere e della capacità di intervento dello Stato, hanno visto ridurre i numeri degli uffici pubblici e dei servizi offerti ai suoi cittadini.

A tal proposito, Chieti, soprattutto negli ultimi dieci anni, a causa di una classe dirigente a tutti i livelli e di ogni colore politico, poco sensibile alla virtus civica cittadina ed al concetto di bene comune, ha visto scippati molti suoi uffici con relativi servizi, senza che nessuno opponesse alcuna efficace resistenza.

Tutto ciò, ha provocato lo spostamento di importanti interessi politici, economici e culturali, che gravitavano intorno a Chieti, verso centri limitrofi costieri, nonostante gli importanti imprenditori che vivono ed operano sul suo territorio, nonostante che sia a capo della provincia più popolosa e ricca della regione, nonostante che abbia per esempio le migliori infrastrutture regionali per eventi sportivi ( Palatricalle e Pala Santa Filomena su tutte ); culturali ( Anfiteatro della Civitella, Teatro Marrucino docet ), il primo campus universitario, ed il più attrezzato e grande polo ospedaliero d'Abruzzo, oltre che importanti cliniche private ed istituti bancari locali.

Quindi, già con solo questi primati, la spogliazione e la perdita di leadership di Chieti non sarebbe stata possibile senza il volere dei poteri forti occulti finanziari e massonici e ovviamente la complicità della nostra classe dirigente a tutti i livelli, nonostante la crisi economica imperante, che ha colpito l'Italia.

Tutto quello che non ha fatto l'inettitudine e l'immobilismo della nostra classe politica, e l'ignavia di noi cittadini che abbiamo sbagliato a votare, hanno fatto determinati mass-media regionali, controllati dagli antagonisti della nostra città, che hanno annichilito le menti e coartato le coscienze di molti nostri concittadini provinciali e comunali. Gli organi d'informazione, infatti, hanno fatto apparire interessante e bello tutto ciò che avveniva in "localini" di un popoloso ammasso di cemento stile "terzo mondista" sito sulla costa a pochi chilometri da Chieti, luogo ideale per i traffici illeciti della microcriminalità regionale, e fatto nel contempo cattiva pubblicità alla nostra città ed a tutto ciò che avveniva in essa, senza che si levassero significative proteste da chi ricopriva ruoli di potere importanti.

In questo modo, unico caso in Italia, si è riusciti a creare nell'immaginario collettivo, una immagine negativa di Chieti, assolutamente non conforme alla realtà, come se fosse un borgo desolato e degradato, in cui non c'è niente da fare e da vedere, riuscendoci così bene, che hanno permesso agli spregiudicati politici costieri, che giustamente fanno gli interessi della loro città, di sovvertire addirittura i millenari equilibri di forza territoriali a favore del centro limitrofo costiero, mettendoci all'angolo del ring come un pugile suonato che non reagisce.

Ora, siamo arrivati alla resa dei conti: dopo una meticolosa opera di ridimensionamento del ruolo di Chieti a livello regionale, si sta mettendo in discussione, usando come pretesto la razionalizzazione delle province prevista dal governo Monti, il ruolo di Chieti come capoluogo e, quindi, l'esistenza stessa della città, nata oltre 3000 anni fa con una spiccata vocazione politico - amministrativa, a tal punto che è impensabile la sua esistenza senza il ruolo di capoluogo per cui è stata fondata.

Se questo definitivo attacco verso Chieti andrà malauguratamente a buon fine, saranno gravissime le ripercussioni economiche negative per i suoi cittadini: ci sarà un'ulteriore perdita di posti di lavoro, la chiusura di attività commerciali, lo spostamento o la chiusura di tutti gli uffici pubblici legati allo status di capoluogo (prefettura, questura, tribunale, ospedale di primo livello, scuole, Inps, Inail, Camera di Commercio, Sovrintendenza Archeologica e tanti altri), con conseguente peggioramento della qualità dei servizi e della vita dei cittadini, poiché saremo costretti a spostarci altrove per svolgere anche le funzioni più elementari, fermo restando che i costi sulle nostre tasche aumenteranno per la benzina che spenderemo per spostarci, e le tasse che non diminuiranno, anzi aumenteranno, a fronte di servizi più scadenti; per non considerare poi anche le interminabili fila sia con la macchina sia davanti agli sportelli che dovremo subirci andando altrove a svolgere i nostri servizi in strutture non idonee a servire un numero così elevato di utenti.

Cari politici teatini, il momento è grave, e la vostra scelta è fondamentale, Chieti è capoluogo della sua provincia e ha tutti i numeri per rimanere tale, senza che ci sia alcuna ripercussione negativa per le tasche dei cittadini, anzi un nuovo potenziamento della nostra città, considerata la crisi economica e la riduzione degli spostamenti dei cittadini con il carburante alle stelle, porterebbe sicuramente benefici alla collettività.

Se non lo avete ancora capito, la storia vi ha chiamati a scrivere l'assetto dell'Abruzzo per i prossimi secoli e dal vostro voto a favore o contro Chieti, dipenderà non solo il futuro della collettività che rappresentate, ma anche il vostro ruolo storico: volete passare alla storia come gli amministratori "felloni" e "inetti" che si sono venduti la "Maestà di Teate", che perderà il ruolo di capoluogo dopo 3000 anni di storia, oppure essere coloro che hanno salvato la città da una grave minaccia?!

Tutto dipenderà se riuscirete a mettere da parte gli interessi di partito e quelli personali per il bene di Chieti.

Dunque, sta a voi politici teatini, scegliere, se farsi influenzare dalle chiacchiere "da bar" che determinati mass - media diffondono per cui è un bene delegare, in virtù di una fantomatica area metropolitana che va solo a nostro discapito, ogni funzione politica, amministrativa, economica e culturale ad un centro limitrofo costiero che senza di noi non ha e non avrebbe mai avuto i piedi per camminare, oppure decidere di rialzare finalmente la testa, votando affinché "Chieti è e rimanga il Capoluogo della sua provincia", iniziando una nuova fase propositiva e positiva della storia teatina.

A voi l'ardua sentenza!

 

Dott. Cristiano Vignali

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