Caserma Berardi: le azioni dell'Amministrazione

Nel comunicato stampa il sindaco di Chieti spara a zero sul senatore Legnini e illustra le soluzioni proposte in vista della chiusura del 123esimo Reggimento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Improvvisamente sembra “svegliarsi” dalla lunga letargia il sen. Giovanni Legnini quando afferma di voler sottoporre all’attenzione del Governo la chiusura della “Caserma Berardi”: peccato sia troppo tardi!.

Oggi, dopo che per anni si è parlato di quanto ora accade, dopo che il suo governo nazionale e comunale nulla ha fatto per difendere Chieti e il suo patrimonio militare, dopo che sono passati mesi dal mio appello ai parlamentari abruzzesi in difesa della Caserma teatina e dopo che l’annuncio della chiusura stessa è oramai tanto vicina, solo oggi, egli sente l’esigenza di dichiarare a mezzo stampa “una mobilitazione di tutta la città per continuare a garantire una presenza militare a Chieti”, come se la stessa mobilitazione servisse a scongiurare la soppressione del 123° Reggimento.

Mi chiedo perché il senatore Legnini dall’alto del suo ruolo istituzionale non abbia agito prima e non abbia cercato di scongiurare questa inevitabile fine, piuttosto che lasciarsi andare oggi a strumentali e populisti proclami.

E ancora, dopo anni che la commissione “speciale” consiliare da lui presieduta, nata nel 2005, nulla ha prodotto per Chieti e per il recupero dei contenitori vuoti della città, dopo anni di immobilismo del centro sinistra e di mancanza di soluzioni, oggi egli intende portare all’attenzione del Governo la situazione “di svuotamento degli edifici della città”. Ancora una volta strumentale populismo propagandistico.

Passando dal commento di un politico che ha iniziato la sua campagna elettorale alla realtà di chi vive e lavora per la città ogni giorno, voglio ricordare che in più occasioni ho espresso il rammarico personale per la chiusura del Centro di addestramento per VFP 1 e in più occasioni ho ribadito quelle che sono state le gravi inadempienze che hanno permesso la chiusura della Caserma Berardi di Chieti e non per far polemica come qualcuno ha affermato.

La città di Chieti, soprattutto negli ultimi due secoli, si è contraddistinta per tre importanti capisaldi: la presenza dei militari, la presenza del Vaticano con l’importanza dell’Arcidiocesi Chieti/Vasto, e l’abbondanza degli uffici pubblici.

La presenza dei militari - con l’istituzione del Distretto Militare, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, e anche la Polizia Statale - è sicuramente uno di quei punti fermi su cui più di altri capoluoghi di provincia si è caratterizzata la storia della nostra città.

Dopo l'incontro con il Sottosegretario di Stato Filippo Milone, il sottoscritto ha già sottoposto all’attenzione del Governo, in special modo al Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, soluzioni per l’organizzazione e la presenza a Chieti delle forze armate e di polizia.

In particolare, ho voluto ricordare al Ministro che a Chieti l'Arma dei Carabinieri conta ben 5 presidi, tre di proprietà del Demanio (il Comando Regionale, la caserma Rebeggiani sede del C.N.A. e la caserma Rapino utilizzata per il ricovero dei mezzi), una struttura privata sede della Compagnia ed una di proprietà della Provincia, sede del Comando Provinciale.

L'Esercito, oltre alla caserma Berardi sede del 123°, ha presso la caserma Spinucci la sede del Centro Documentale e inoltre qui ė ospitato anche un servizio della Questura e le auto della Polizia, mentre presso l'ex ospedale militare, di proprietà del Demanio, è ospitato il Dipartimento di Medicina Legale di Chieti ed il C.M.O..

La Polizia di Stato, in particolar modo la Questura, ha la propria inadeguata sede presso un immobile di proprietà della Provincia.

Ebbene, tutte queste strutture, sia in termini di costo che per organizzazione, nonché per i servizi offerti all'utenza, non sempre possono dirsi ottimali ed è stato per questo che ho suggerito di valutare la possibilità di accorpare presso la caserma Berardi (definitivamente tramontata la possibilità di tenere a Chieti il 123° o un'altra delle strutture militari suggerite), le diverse strutture dei Carabinieri, ad eccezione del C.N.A. e della Compagnia presidio fondamentale per la parte bassa della città.

Liberato così l'immobile ove ha sede il Comando Regionale dei Carabinieri, lì potrebbe allocarsi la Questura, sopperendo così ad un ormai troppo lungo periodo di disagi per la Polizia e gli utenti. Le altre strutture militari (appartenenti all'esercito) potrebbero accorparsi presso la caserma Spinucci.

Tale riordino della presenza delle forze di polizia e delle forze armate in città è una soluzione che ho chiesto di valutare al Governo quale risposta alla città e ad un più ampio territorio dopo la chiusura del 123°.

Convinto che la soluzione non può essere solo una, ho anche incontrato la Direzione Regionale del Demanio con la quale, in caso di non utilizzo della Caserme Berardi da parte dei Carabinieri, ho iniziato a ragionare per vedere riaccorpati presso la Caserma di via Ferri tutti gli uffici pubblici sparsi nel territorio comunale e per i quali lo Stato sopporta il costo dei fitti.

Inoltre, sempre perché da Sindaco non ho interesse ad avere i titoli dei giornali parlando del nulla, ho già avviato con la mia Amministrazione e già portato all’attenzione del Ministro di Grazia e Giustizia, oltre che dei responsabili degli Uffici Giudiziari, del Presidente del Tribunale, del Procuratore della Repubblica e del Consiglio Giudiziario, il progetto per raddoppiare la superficie dell’attuale Tribunale così da avere anche lo spazio necessario ad ospitare i Tribunali di Lanciano e Vasto in caso di chiusura (cosa assolutamente possibile).

Insomma alle vecchie chiacchiere ed agli inattuati proclami, più ai progetti di Legnini e dei suoi compagni di centro sinistra, io e la mia Amministrazione stiamo rispondendo con i fatti.

Torna su
ChietiToday è in caricamento