Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Tutto contro "il moralista" Di Paolo: "Poteva devolvere in silenzio"

Il centrosinistra teatino si scaglia contro il vicesindaco dopo la decisione di dimezzarsi l'indennità. El Zohbi: "Non accetto moralismo da chi, per circa tre anni, ha percepito 105 mila euro annui come consigliere regionale"

I capigruppo di opposizione al Comune di Chieti replicano duramente al vicesindaco Bruno Di Paolo ‘colpevole’ di aver pubblicizzato troppo la decisione di ridursi del 50% l'indennità.

“Avrei plaudito all’iniziativa di Bruno Di Paolo se solo avesse devoluto in silenzio su specifici capitoli del Sociale la differenza – dice il consigliere comunale Bassam El Zohbi (Idv) - Non accetto cotanto moralismo da chi, per circa tre anni, ha percepito 105 mila euro annui come Consigliere Regionale, somma più 3.700 euro al mese come spese di rappresentanza. E’ bene che si sappia – aggiunge - che il moralista Di Paolo percepirà una pensione di 3.000 euro lordi dopo soltanto tre anni e mezzo di legislatura quando, invece, un operaio dopo 40 anni di lavoro arriva a prendere un terzo di detta cifra”.

Per i capigruppo Febo (Chieti per Chieti) e Di Labio (Popolo di Chieti) il vicesindaco e assessore ai servizi cimiteriali in due anni avrebbe combinato solo guai.  "Da assessore al Personale – ricorda Di Labio - delega poi ritiratagli dal Sindaco Di Primio,  non riuscì a portare a buon fine le procedure relative a più Concorsi, all’epoca ancora permessi dallo Stato, che avrebbero consentito al Comune di Chieti di assumere Dirigenti e Funzionari”.

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