Caos tamponi alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti: il M5S porta il caso in consiglio regionale

Francesco Taglieri, consigliere regionale M5S e vicepresidente della Commissione Sanità e la capogruppo Sara Marcozzi presentano un'interpellanza

Tempi lunghi fino a venti giorni per la risposta dei tamponi alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti: una problematica confermata dall'assessorato regionale alla Sanità e legata a un’errata applicazione del codice di priorità su alcuni campioni inviati ai laboratori.

La questione è stata portata in consiglio regionale dal consigliere M5S e vicepresidente della Commissione Sanità Francesco Taglieri e dalla capogruppo Sara Marcozzi che hanno presentato un'interpellanza.

“Con l'ordinanza n.39 – spiega Taglieri – il presidente Marsilio ha dato mandato alle strutture preposte all'effettuazione del prelievo di campioni, sia in ambito ospedaliero che territoriale, di utilizzare la App di tracciatura tamponi della Regione Abruzzo predisposta dal Servizio Informatico Regionale. Tale sistema avrebbe creato un codice identificativo ad hoc, unico a livello regionale, in modo da inserire i risultati sulla App contestualmente alla refertazione. Una soluzione che avrebbe dovuto garantire velocità sia nei risultati che nel rintracciare la persona a cui è stato fatto il test per comunicargli i corretti comportamenti del caso. Eppure già dai primi giorni di aprile emergono, le prime gravi carenze e soprattutto nel territorio di competenza della Asl Lanciano-Vasto-Chieti si registrano ritardi considerevoli. E mentre il dg Thomas Schael cercava giustificazioni, parlando di ingorghi e di un numero eccessivo di tamponi, le rivelazioni lette sulla stampa e riferite all'Assessore Verì indicavano uno scenario grave: cioè che i codici identificativi dei tamponi erano diversi rispetto a quelli delle altre Asl. Ciò che, allo stato attuale, risulta difficilmente comprensibile – prosegue – è la scelta, in contraddizione con quanto previsto dal Governo regionale, della Asl Lanciano-Vasto-Chieti di utilizzare come App per contattare telefonicamente i pazienti, e avere un riscontro sulle loro condizioni di salute, la “sm@rtAlert” della società I-Tel di Roma. Rimane il fatto che si sia creata una situazione di promiscuità tra due sistemi diversi che ha generato inutile confusione, tale da essere potenziale concausa dei ritardi registrati e fatti pagare sulla pelle degli abruzzesi”.

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Marcozzi e Taglieri chiedono a Marsilio e all'assessore alla Sanità Verì a presentarsi in Consiglio regionale "per spiegare agli abruzzesi, per filo e per segno, cosa sia successo nella provincia di Chieti e perché alcuni cittadini siano stati abbandonati in questa enorme difficoltà, lasciati ad aspettare per settimane prima di conoscere se fossero o meno positivi al Coronavirus”.

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