Lunedì, 25 Ottobre 2021
Politica

Dimensionamento scolastico, Pd: scuola di qualità e non di tagli

Porre lo studente al centro del piano di dimensionamento e tenere conto dei disagi che l'accorpamento degli istituti superiori potrebbe comportare, soprattutto nelle comunità montane. Queste le linee guida del gruppo provinciale Pd che sollecita la Giunta a una programmazione

Il nuovo Piano scolastico doveva essere approvato dal Consiglio Provinciale entro il 30 novembre ma, a pochi giorni dalla scadenza, non è ancora stata ancora elaborata alcuna proposta. Si rischia di creare pesanti disfunzioni per il sistema scolastico e gravi disagi alle famiglie.

E' quello che denunciano Camillo D’Amico, capogruppo Pd al Consiglio Provinciale e Gianna Di Crescenzo, Responsabile  Dipartimento  Scuola Provinciale- Pd Chieti. Il Gruppo Pd chiede alla Provincia di Chieti di agire con tempestività ed efficacia per predisporre il Piano provinciale, assicurando la più ampia partecipazione di tutti i soggetti interessati, proponendo l'attivazione di un Tavolo Interistituzionale con Dirigenti Scolastici e rappresentanze sindacali.

"Dopo l’approvazione degli Indirizzi per il nuovo dimensionamento scolastico da parte del Consiglio Regionale - dice Camillo D'Amico -  seppure a seguito dell’anomalia costituita dall’articolo 19 della manovra estiva, che di fatto priva la Regione stessa della sua naturale competenza in materia di programmazione della rete scolastica chiediamo alla Giunta di agire con tempestività: si tratta di scelte di fondamentale importanza, dalle quali dipenderà la futura qualità dell’istruzione pubblica nel territorio provinciale".

Il Piano provinciale, secondo il partito, dovrebbe considerare, ai fini degli accorpamenti imposti dalle norme di legge, non solo il numero degli iscritti, ma anche le condizioni logistiche dei territori come la viabilità, i trasporti pubblici, i tempi di percorrenza per evitare, soprattutto nelle aree interne e montane, disagi ai residenti e notevoli costi aggiuntivi per i Comuni; ovrebbe inoltre razionalizzare l’offerta formativa nelle scuole superiori evitando sovrapposizioni di indirizzi formativi e legando la definizione degli stessi al contesto socio-economico e ai possibili sbocchi occupazionali. "Occorre privilegiare la qualità formativa mettendo al centro lo studente e non rincorrere le pure esigenze politiche di parte".

                        

                         

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