Venerdì, 15 Ottobre 2021
Politica

D'Amico: "Evidenziare la crisi Sixty è stato atto di responsabilità"

il capogruppo del PD in Provincia di Chieti, Camillo D’Amico, ha sottolineato come il problema della Sixty è stato portato al presidente della provincia per atto di responsabilità e non per strumentalizzare il caso

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

“L’esperienza e la maturità politica mi portano a capire quando è il caso di strumentalizzare a proprio fine e vantaggio le situazioni che  ho  di fronte oppure no. Aver sottoposto all’attenzione del Presidente della Provincia di Chieti, la triste vicenda dei lavoratori della Sixty s.p.a. di Chieti Scalo, sollecitatami dalle OO.SS, fa parte del repertorio delle responsabilità non certo delle facili strumentalizzazioni politiche” così esordisce il capogruppo del P.D. in Provincia di Chieti, Camillo D’Amico, in considerazione dell’irata risposta formulata dal Presidente della Provincia  di Chieti Enrico  Di Giuseppentonio,  dopo la richiesta di intervento per un più incisivo interessamento della vicenda dell’azienda tessile di Chieti Scalo.

“Noi per la vicenda eravamo, siamo e saremo disponibili ad esercitare la nostra funzione positiva e propositiva purché coinvolti, altrimenti i lavoratori sapranno che il Presidente agisce con autosufficienza. Poi attenderemo i risultati” così continua D’Amico – “Comprendo il nervosismo di Enrico Di Giuseppantonio perché in questi giorni è preso dall’irrisolvibile problema del rimpasto di giunta, dopo la cacciata di Tavoletta e la creazione del nuovo gruppo consiliare  di Forza Sud, ma anche da quanto emerso dal sondaggio sul gradimento di tutti i presidenti di provincia italiani,  prodotta dall’agenzia Datamonitor” – conclude il capogruppo PD della provincia teatina – “In questa speciale graduatoria, che misura il gradimento dei cittadini sulla qualità dei servizi e della vita nel proprio territorio, nessuno dei  quattro presidenti di provincia abruzzesi,  è classificato tra i primi 55 unici considerati. Fuori classifica e senza alcuna considerazione in una situazione che fotografa  l’esistenza. Il fallimento su tutti i fronti del centro-destra a guida UDC è palese dove immobilismo, rissosità interna, incapacità ad agire e reagire alla criticità che si  elevano dal territorio sono più marcate che altrove. Giusto quindi che i cittadini avanzino giudizi negativi in attesa di farlo alle urne”.

 

 

 

 

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