Cambiamenti climatici ... nel segno della continuità

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Estate tribolata quella di quest'anno. Peggio o meno degli anni passati, questa però sembra davvero una stagione strana, per non dire altro. A stento è venuta fuori in questi ultimi giorni con enorme disappunto dei vacanzieri, con il broncio delle agenzie e delle stazioni turistiche, ma soprattutto con i tanti dubbi del mondo della scienza e della società impegnata. Tante preoccupazioni dunque sugli strani fenomeni che si stanno registrando in successione oramai da tanto, da troppo tempo, senza che provvedimenti decisivi prendono il loro avvio. Cosa succede allora lassù in alto, cosa succede al nostro clima? Cosa può interessare delle nostre stagioni e del nostro clima locale ai cittadini se addirittura anche un presidente di Provincia propone lo slittamento dell'estate ad ottobre? Incredibile in tutti i sensi. Davvero scoraggiante che qui da noi tutto scorre nell'indifferenza più atavica e ci si interessa delle cose solo e sempre quando i problemi rivestono una qualche forma economica. Una mobilitazione angosciante in tutto il mondo, mentre qui da noi, come al solito, si dorme. Non bastano le nevicate strabordanti, le trombe marine, il sole nero, le sassaiole di grandine, alluvioni, frane e super fenomeni meteorologici per creare almeno una qualche perplessità al nostro mondo politico; ci vorrebbe forse una qualche tromba apocalittica per svegliarli e richiamarli alle priorità? L'ambiente adesso reclama davvero. Ansia ed agitazione adesso producono attività ed iniziative dappertutto. Solo noi, la regione verde d'Europa, quella dei Parchi, siamo rimasti silenti al palo, forti delle nostre inettitudini più che consolidate. Dalle voci sensibili, un richiamo unanime giunge all'Onu. Si rischia davvero questa volta. La massima autorità mondiale, al Summit convocato per il prossimo 23 settembre a New York, avrà l'ingrato compito di raccogliere dati della scienza, trasformarli in risoluzioni e somministrali a quel mondo indifferente dei folli decisori. Una conferenza che riveste un carattere sinistro, visto i tempi e soprattutto l'inquietante vertice mondiale interreligioso del giorno prima.

Nando Marinucci

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