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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

"Buoni pasto alle famiglie dei 1.800 alunni di Chieti in attesa della mensa": la proposta di Fratelli d'Italia

Per i consiglieri di minoranza, è un modo per risolvere il disagio di genitori e bambini in attesa di individuare un nuovo gestore per la refezione scolastica, dopo che il Tar ha sospeso l'appalto già assegnato

Buoni pasto alle famiglie degli alunni delle scuole dell'infanzia e primarie di Chieti. È la proposta dei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia. Un modo per risolvere il disagio di genitori e bambini in attesa di individuare un nuovo gestore per la refezione scolastica, dopo che il Tar ha sospeso l'appalto già assegnato. 

"Alla luce delle criticità emerse in commissione Pubblica istruzione e in quella Controllo e garanzia - dicono - e, in seguito all'invito dell'assessore Giammarino a collaborare per il bene della città, dopo un'attenta valutazione, avanzeremo tale proposta all'amministrazione. Appurato che i termini per procedere ad una nuova gara non ci sono o sono lunghi, che questo comporterebbe ulteriore lavoro agli uffici già oberati di lavoro ordinario e straordinario con poche risorse a disposizione e, soprattutto,  tenuto conto che la gestione della mensa partirebbe non prima di gennaio 2022 (anche a causa delle festività natalizie), e tenuto ulteriormente conto che il giudice amministrativo entrerà nel merito dei ricorsi poco dopo (11 marzo 2022), e che comunque tale situazione non garantirebbe gli oltre 50 lavoratori attualmente disoccupati, proponiamo di offrire da subito alle famiglie interessate l'utilizzo di buoni pasto".

"Invitiamo l'amministrazione - aggiungono - a riflettere sul fatto che un nuovo bando di gara, seppur temporaneo, potrebbe generare un ulteriore ricorso da parte dell'attuale giudicatario con conseguente possibile nuova sospensiva. Ci sembra opportuno riflettere immediatamente su tale proposta che consentirebbe all'ente, già gravato dal predissesto, delle economie. La cifra del buono pasto, infatti, sarebbe sicuramente inferiore rispetto al costo reale del pasto servito e gestita direttamente dagli istituti comprensivo. Tale soluzione sembra ad oggi l'unica in grado di porre rimedio al disservizio arrecato alle 1.800 famiglie e rappresenta la nostra disponibilità alla collaborazione per il bene della città e della cosa pubblica", concludono gli esponenti di Fratelli d'Italia.

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