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"Dopo la bocciatura della vendita della farmacia comunale il 2018 si conferma annus horribilis per Di Primio"

Lo scrive in un articolo Giustino Zulli del Coordinamento cittadino di “Articolo 1-MdP”

“Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere”. Così cantavano Caterina Caselli, Lucio Dalla e Shel Shapiro, voce solista del complesso musicale dei Rokes che ebbe molto successo nel corso dei mitici anni sessanta del secolo scorso, appassionando intere generazioni di giovani.

La rabbiosa e per certi aspetti spropositata reazione del sindaco Di Primio- che ha definito, addirittura, traditori i consiglieri comunali che lo hanno sempre assecondato e che non hanno condiviso la sua sbagliata decisione di vendere la Farmacia comunale di Filippone – si potrebbe considerare un normale scatto di nervi se la pesante sconfitta subita non arrivasse, terza della serie, alla fine di un “annus horribilis” quale è stato, per lui e politicamente parlando,  il 2018.

Prima, l'esclusione dall'ambita corsa per ottenere la candidatura alla presidenza della nostra Regione a causa della cencelliana spartizione delle candidature tra le destre decisa a Roma a Palazzo Grazioli.

Poi, l'ancor più cocente delusione per non aver centrato l'obiettivo di essere eletto Presidente della Provincia di Chieti, incarico di certo minore ma tale da essere spendibile in vista di future possibili candidature ad altri e più  elevati livelli istituzionali.

Dopo aver minacciato più volte le sue dimissioni, questa volta Di Primio ha sostenuto solo di non voler imitare capitan Schettino, quello che portò la nave di cui era comandante, ad infrangersi contro gli scogli vicino l'isola del Giglio.

A mio avviso, la carriera politica di Di Primio può considerarsi arrivata al capolinea anche perché, dopo simili batoste, rialzarsi sarà davvero complicato anche se, ovviamente, sempre possibile.

Adesso si aprirà una nuova fase per la nostra città che, se vuole davvero cambiare rotta, deve affidarsi alle forze politiche democratiche, progressiste e di sinistra che sono presenti anche per divisioni che bisognerà superare per prepararsi a definire una possibile liste unitaria capace di coinvolgere, oltre che i partiti, tutte le forze dell'associazionismo culturale, ambientale, solidale ecc.

Solo così si potrà tentare di liberare la nostra città da una soffocante egemonia delle forze politiche conservatrici, reazionarie e di estrema destra che hanno gestito la cosa pubblica, con i risultati disastrosi, per ben 65 degli ultimi70 anni che ci separano dalla riconquista della democrazia dopo il ventennio fascista.

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