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Bilancio, Di Paolo: "Il sindaco minimizza, ma è la morte di Chieti"

Dopo i chiarimenti di Di Primio sul previsionale 2015, il capogruppo di Giustizia Sociale replica punto per punto, accusando la giunta di non aver agito con efficacia, nonostante da mesi annunci gli stessi interventi riparatori

Dopo le precisazioni del sindaco sul bilancio di previsione, le opposizioni tornano all’attacco di Di Primio. A cominciare dal capogruppo di Giustizia Sociale Bruno Di Paolo, che lo accusa di aver “provato a minimizzare. Il sindaco ha precisato che non sarà un bilancio di lacrime e sangue. Ma come spiega i tagli effettuati a tutte le maggiori manifestazioni cittadine, istituzione teatrale compresa, senza dimenticare - incalza il consigliere - gli aumenti inconfutabili applicati sulla Tari, pari al 16% a fronte di un servizio di nettezza urbana carente su più fronti, e del 10% sull’acqua che continua a sgorgare con il contagocce allo Scalo? Temo che questo bilancio certifichi la morte di Chieti che non può prescindere dagli eventi per vivere e rivitalizzare il suo commercio al dettaglio”.

Sotto la lente di Di Paolo anche i mancati incassi lamentati dal sindaco per le entrate tributarie ed extratributarie, con l’annuncio ad intervenire sulle società partecipate. “Il sindaco aveva annunciato le stesse cose nei mesi scorsi ma non ha fatto nulla. Basti pensare che Chieti solidale - attacca - non ha ancora un consiglio di amministrazione e Teate servizi è retta sempre dagli stessi vertici”.

Sulla questione debiti, il leader di Giustizia sociale dice: “I 27 milioni di euro di disavanzo accertato, frutto del riaccertamento straordinario dei residui in bilancio, sono un macigno per il Comune, checché ne dica Di Primio, dal momento che l’ente - sottolinea - sarà costretto a pagare una rata annua, per i prossimi trent’anni, di quasi 1 milione di euro, non proprio bruscolini”. 

Una stoccata arriva anche per l’assessore Luise. “Anche il nuovo collegio dei revisori dei conti è stato criticato. Peccato che tutti i collegi che si sono susseguiti nell’ultimo quinquennio a palazzo d’Achille abbiano sempre mosso le stesse osservazioni al Comune sulla gestione finanziaria. E’ evidente che più di qualche errore di valutazione sia stato commesso. Basta con questo stucchevole scaricabarile di responsabilità. L’amministrazione iniziasse a dire la verità alla gente”.

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