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Guardiagrele, l'opposizione: "Bando deserto, piscina chiusa a tempo indeterminato"

Il gruppo 'Guardiagrele il bene comune' critico verso l'amministrazione comunale: "Impossibile partecipare, la giunta avrebbe dovuto assicurare la prosecuzione del contratto col vecchio gestore"

“La piscina resterà chiusa per chissà quanto altro tempo”. È la denuncia del gruppo 'Guardiagrele il bene in comune' all’indomani della scadenza del bando per la gestione che, dopo due proroghe, è andato deserto.

“La mancata presentazione di offerte – precisa la nota – era purtroppo prevedibile a causa degli impegni che si chiedeva al gestore di assumere e della brutta congiuntura economica che ha certamente sconsigliato di partecipare. Quale operatore economico avrebbe mai potuto assumere il rischio delle spese di gestione, a partire da quelle energetiche, in un momento di così grande incertezza? Ecco perché – prosegue il gruppo – la scelta di pubblicare un avviso del genere era sbagliata in partenza. La giunta comunale magari andrà alla disperata ricerca di un gestore, ma ha fatto male i suoi conti sin dall’inizio”.

“Dopo la prima fase dell’emergenza Covid – ricorda il gruppo di opposizione – la piscina, che nel frattempo aveva avuto un primo intervento di efficientamento energetico, ha riaperto i battenti, ma solo per poche settimane. L’amministrazione Di Prinzio, però, anziché assicurare la prosecuzione del contratto assegnando un contributo al gestore, ha preferito chiudere prima inseguendo l’idea di applicare alla struttura i benefici del 110% e, quindi, con un bando proibitivo. Il tutto ricordandosi solo all’ultimo momento della possibilità di continuare ad investire sull’efficientamento grazie ai fondi statali che sono stati impegnati solo qualche settimana fa, con notevole ritardo e a bando già aperto. Insomma – continua il gruppo – una totale confusione e una mancanza evidente di capacità di gestire una questione certamente complessa, ma che bastava governare con lo stesso metodo seguito fino alla fine del 2020. In questi due anni abbiamo assistito ad una schizofrenia amministrativa fatta di passi in direzioni opposte che hanno avuto il finale effetto di non avere nulla in mano: né la piscina né il palazzetto con un’area del comune che va morendo e che si appresta, forse, ad ospitare il prefabbricato scolastico tanto sognato da questa giunta e che, ammesso che parta l'appalto, nascerà incompleto”.

“Cosa si poteva fare? – si chiede il gruppo di centrosinistra – sarebbe bastato continuare ad erogare un contributo, magari anche più sostanzioso, al gestore per assicurare la prosecuzione delle attività in modo da non perdere iscrizioni e avviamento e programmare la chiusura per i lavori solo nel periodo estivo. Nel frattempo si poteva verificare la possibilità di accedere a fondi del Pnrr che a Guardiagrele pare essere un illustre sconosciuto. Ma ci si è nascosti, anche in questo caso, dietro il paravento del dissesto creato ad arte per colpire l'avversario politico e mettendo da parte gli interessi della città. E intanto – conclude il gruppo – in tantissimi sono costretti a trasferte verso altri impianti e a coltivare una speranza di poter tornare a Guardiagrele, obiettivo ormai sempre più lontano. Le responsabilità politiche e amministrative di questo disastro sono evidenti e hanno il nome e il cognome del sindaco e della sua giunta”.

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