Azione civile Abruzzo, “Solidarietà alla troupe Rai aggredita, a Carsoli intervenga la Regione”

Il comitato abruzzese e il suo fondatore Antonio Ingroia esprimono solidarietà per giornalista Serena Massimi e all’operatore Ennio Balducci della Rai

Azione Civile Abruzzo e il fondatore e presidente nazionale Antonio Ingroia, esprimono la loro solidarietà alla giornalista Serena Massimi e all’operatore Ennio Balducci della Rai per l’aggressione subita a Carsoli.

Nel 2019 è la terza volta, dopo i due precedenti a Rancitelli, in cui vengono violentemente colpiti operatori dell’informazione durante il loro lavoro. Una dinamica che fa temere l’avvio di un’emergenza informazione in questa Regione, come già avviene in altri luoghi d’Italia e del Mondo in cui l’informazione è vittima di minacce, aggressioni e tentativi sempre più violenti di impedirla.

Serena Massimini ed Ennio Balducci si erano recati a Carsoli per un servizio sulle denunce di cattivi odori che i cittadini portano avanti da molto tempo.

Una protesta approdata in Parlamento con un’interrogazione parlamentare ben 4 anni fa. Una realtà che coinvolge anche altri territori dell’Abruzzo, da Cupello a Sulmona. E che deve interrogare le istituzioni e i suoi rappresentanti. Rammentiamo al riguardo che anche i soli cattivi odori sono una situazione sanitaria su cui è obbligo intervenire. La Corte di Cassazione il 26 settembre 2012 ha emesso condanna per un impianto autorizzato alle emissioni e che non aveva superato i limiti tabellari di legge, il 5 maggio 2014 il TAR Veneto ha sentenziato che il cattivo odore anche se non è disciplinato in maniera specifica dal legislatore, è da considerarsi una forma di inquinamento atmosferico che può causare pesanti disagi per la qualità della vita e per l’ambiente. Tutto questo in una Regione dove le emergenze ambientali e sociali, troppo spesso con la presenza di situazioni oggetto anche di inchieste della magistratura.

Azione Civile Abruzzo e Antonio Ingroia auspicano:

che la magistratura e le forze di sicurezza illuminino il più possibile le zone d’ombra e intervengano ovunque sia possibile. Ma non può essere solo le sentenze a tutelare i diritti dei cittadini e il bene comune. La politica dev’essere all’altezza del suo compito, interrogarsi e intervenire in maniera risoluta e decisa. A partire dal suo massimo rappresentante, il Presidente della Regione. Al posto di lanciarsi in opinabili dichiarazioni come quelle a favore di tecnologie obsolete e dannose per l’ambiente come l’incenerimento dei rifiuti, tra l’altro in una Regione dove la gestione del ciclo dei rifiuti sconta problemi, criticità ed è oggetto anche di inchieste della magistratura, sarebbe un bel segnale forte se immediatamente si recassero a Carsoli e negli altri territori (compresi gli altri già citati) teatro di gravi criticità ambientali e sociali, chiarendo una volta per tutte cosa sta succedendo e impegnandosi in maniera risoluta per una soluzione reale e definitiva.

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