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L'autovelox a Brecciarola

L'autovelox a Brecciarola

Autovelox dei dubbi: il M5S chiede chiarimenti al prefetto

A Brecciarola sono due i punti essenziali da approfondire: la delimitazione dei tratti rientranti nel centro urbano e la classificazione operata dall’Anas

Il MoVimento 5 stelle di Chieti scrive al prefetto Antonio Corona. Al centro dell’attenzione il tanto discusso autovelox posizionato in località Brecciarola. La richiesta di chiarimenti, protocollata dal Movimento, chiede, sostanzialmente, approfondimenti su due punti essenziali. La delimitazione dei tratti rientranti nel centro urbano, effettuata dal Comune di Chieti, con l’apposizione dei cartelli stradali di inizio e fine del centro abitato e la classificazione operata dall’Anas, del tratto di Tiburtina Valeria, sul quale è installato l’autovelox.

Secondo in consiglieri Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, l’apposizione dei cartelli stradali di recente operata dal Comune di Chieti doveva essere preceduta da una nuova delibera di giunta modificativa di quella originariamente adottata ed alla quale era allegata la planimetria descrittiva.

“La delibera è un atto necessariamente prodromico all'apposizione della cartellonistica – sostengono i consiglieri pentastellati - ed a noi non risulta che la giunta abbia mai adottato un simile atto  nell'ultimo periodo né che abbia provveduto a modificare gli allegati planimetrici esistenti. Inoltre, la questione sulla classificazione data dall'Anas della Tiburtina Valeria, da noi più volte evidenziata – proseguono i due portavoce - continua ad essere ignorata mentre siamo convinti che sia il nodo centrale da sciogliere per comprendere come debba essere concretamente e legittimamente messo in funzione l'autovelox: se con contestazione immediata delle infrazioni, come noi riteniamo o con contestazione differita, come invece è stato fatto funzionare sino ad oggi”.

La Tiburtina Valeria, sostiene il movimento politico teatino, nello specifico tratto interessato non possiede le caratteristiche tecniche e strutturali previste dal Codice della Strada e dalle norme funzionali per poter essere classificata come di categoria C o come di categoria D; uniche classificazioni che consentirebbero la contestazione differita delle infrazioni.

I due consiglieri quindi, nel ribadire la loro posizione che non è contraria tout court al posizionamento degli strumenti di prevenzione delle infrazioni al codice della strada ma è attenta alla legittimità dell'azione amministrativa, ritengono che la questione debba essere sciolta dal Prefetto anche alla luce delle circolari che proprio la Prefettura di Chieti ha emanato nel corso degli ultimi anni.
 
 

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