La destra non vota il rendiconto, Articolo uno all'attacco: "Quando la contrapposizione è sterile"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

A livello nazionale, nonostante i tanti accorato appelli del capo dello Stato, i rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia continuano, con le motivazioni più assurde e pretestuose, a non partecipare agli sforzi che il Capo del Governo sta facendo per coinvolgere tutte le forze politiche a contribuire per fare uscire l’Italia dalle sue difficoltà causate dal covid-19.

A livello regionale il presidente Marsilio, espressione delle destre, continua ad operare negando ogni possibilità di coinvolgimento alle opposizioni di centrosinistra.

A livello teatino, siamo all’assurdo: i rappresentanti delle destre uscite sconfitte dal voto del 4 ottobre scorso, si sono astenute dall’approvare il rendiconto di gestione dell’anno 2019, da loro stessi predisposto e che avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile del 2020. Il rendiconto di gestione non è stato portato alla discussione del Consiglio comunale precedente nei termini di legge per motivi che sarebbe bene che ci fossero spiegati e, nonostante le diffide prefettizie di approvarlo entro il 13 ottobre, solo lunedì 2 novembre è stato portato, dalla nuova amministrazione, all’approvazione del Consiglio comunale, con l’astensione dei rappresentanti delle destre che, così facendo, hanno clamorosamente disconosciuto il loro operato. Un clamoroso autogoal! Il candidato sindaco Di Stefano, che nel corso della campagna elettorale non aveva escluso, se eletto, la dichiarazione del dissesto, stando a quanto riportato dalla stampa, avrebbe sostenuto che i conti, dei quali aveva detto tutto il male possibile, sarebbero in perfetto ordine.

Ma se le cose stanno davvero così, perché le opposizioni si sono astenute? Se le forze democratiche, progressiste, civiche e di sinistra che sostengono l’attuale amministrazione avessero seguito i geniali suggerimenti di Di Stefano, con la mancata approvazione del rendiconto di gestione si sarebbe aperta la procedura, stando agli articoli 141 e 227 del T.U.E.L. (Teso Unico degli Enti Locali) dello scioglimento del Consiglio comunale. Quindi, un Consiglio comunale appena eletto, che sostiene una Giunta di centrosinistra e civica, si sarebbe potuto sciogliere per la mancata approvazione di un rendiconto elaborato da una precedente amministrazione di destra. Siamo al delirio. Meno male che la nostra città, il 4 ottobre scorso, abbia deciso di voltare pagina e di non affidare il suo futuro a Di Stefano e suoi sostenitori.

Giustino Zulli Coordinatore cittadino di “Articolo uno”

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