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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Politica

Associazioni "sfrattate" dalla ex Pierantoni: arriva la data del trasferimento, ma non ci sono sedi alternative

L'atteso regolamento per le concessioni e locazioni dei beni immobili del Comune non è ancora arrivato in consiglio comunale

Scade formalmente domani (30 novembre 2021) il termine per il rilascio dei locali da parte delle 27 associazioni presenti nella ex caserma Pierantoni. Com'è noto, infatti, negli spazi del quartiere Santa Maria sorgerà uno studentato.

Da tempo, le associazioni chiedono di evitare questo epilogo, sebbene fosse noto da tempo, o almeno di trovare una soluzione alternativa che però, ad oggi, non c'è ancora. Negli ultimi mesi, ci sono stati anche diversi incontri con l'amministrazione comunale, per cercare di giungere a un esito favorevole. E, almeno in via informale, il termine per lasciare i locali assegnati è stato prorogato al 28 febbraio 2022.

Il caso, però, è ben presto diventato politico. Prima era stata la Lega ad attaccare la giunta, proponendo una serie di destinazioni alternative alla ex caserma. Ora, la consigliera comunale di Azione Politica, Serena Pompilio, attacca l'amministrazione comunale.

"Nessun seguito - dice - hanno avuto le promesse fatte dalla delegata al patrimonio Silvia Di Pasquale e dal presidente del consiglio comunale Luigi Febo, presenti alla riunione in loco dell’11 ottobre scorso. In quella riunione, accoratamente convocata da tutti i rappresentanti delle associazioni, era stata promessa una sollecita approvazione del nuovo regolamento per le concessioni e locazioni dei beni immobili del Comune entro il mese di ottobre. Ma - incalza - ad oggi la questione non ancora approda in consiglio comunale nonostante domani le associazioni debbano lasciare i locali occupati. Nessuna risposta ha avuto altresì l’impegno preso in quella sede di coinvolgere istituzionalmente altre realtà quali l’università, la Curia e il comandante della caserma Spinucci al fine di trovare soluzioni temporanee per evitare la chiusura di queste attività che già sono passate in poco tempo da 32 a 27, penalizzando ancora di più il territorio teatino".

Il regolamento per la cessione dei beni comunali, secondo Pompilio, "prevede condizioni particolarmente gravose per i cittadini, quali ad esempio, per le attività a scopro di lucro, cauzioni e fideiussioni bancarie che non sono dettate dalla scusante del piano di riequilibrio - attacca - ma da una precisa volontà politica di gestire il patrimonio comunale alla stregua di una società per azioni. Si dimentica completamente la finalità pubblica e ancora una volta il Comune mette in difficoltà i cittadini volendo portare avanti iniziative onerose e fuori misura non tenendo conto del tessuto economico cittadino e del periodo pandemico che ha altamente disastrato le nostre realtà".

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