Archivio notarile di Chieti a rischio chiusura. De Cesare: "Intervenga il Comune"

L'Ufficio di via Madonna degli Angeli dopo il pensionamento dell'ultimo dipendente non ha personale. L'appello del candidato sindaco

Salvare l'archivio notarile di Chieti. Dopo il Comitato cittadino anche il candidato sindaco Paolo De Cesare chiede l'intervento del Comune a salvaguardia dell'ufficio di via Madonna degli Angeli. 

L’Archivio Notarile guidato dalla dirigente Chiara Di Natale è in grave pericolo di sopravvivenza a causa della mancanza di personale dopo l’andata in pensione, il 31 marzo scorso, di due dei tre impiegati rimasti e il  pensionamento dell’ultimo assistente amministrativo; una lenta ma costante emorragia che in pochi anni ha portato l’organico da 11 unita (tra le sedi di Chieti e Lanciano, quest’ultima già chiusa) alla situazione attuale.

“Rischia la chiusura - sottolinea De Cesare - configurando la malaugurata possibilità di privare l'intero territorio di un punto di riferimento storico documentale autorevolissimo, di una istituzione che affonda le proprie radici sin dal 1800, la più longeva di tutta la Regione, e svolge una funzione importantissima, in quanto contiene tutti gli atti stipulati nella provincia".

La dirigente ha avviato la procedura di mobilità per una dipendente del Comune,  la quale ha dato la propria disponibilità al trasferimento. ""Purtroppo l'ente - spiega il candidato sindaco - non ancora formalizza il proprio assenso con quello che tecnicamente viene chiamato nullaosta di comando". Questa situazione preoccupa anche il presidente del Distretto Notarile di Lanciano, Chieti e Vasto, Giuseppe Tragnone, con cui mi sono relazionato, il quale ha auspicato la risoluzione immediata e concreta della problematica, dal momento che una struttura funzionante potrebbe essere utile anche per l'intera provincia pescarese in quanto la stessa attualmente fa riferimento all'archivio di Teramo".

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Secondo De Cesare a questo punto è doveroso che "il Comune intervenga subitamente per scongiurare il peggio. Rivolgo tale energico invito, affinchè si possa concludere un iter formale già avviato e non si continui con il solito immobilismo, atteggiamento questo che ha già fatto si la Città perdesse la Banca d’Italia, il 123º reggimento fanteria, l'ospedale militare, la sede regionale dell'ex Arpa (ora Tua), l'agenzia delle dogane ed i monopoli di Stato, oltre a subire il depotenziamento della sede regionale della soprintendenza per i beni archeologici."

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