Politica

Le accuse della Lega contro il piano di riequilibrio finanziario: "Un atto politico, falsato e viziato"

I consiglieri di centrodestra ieri hanno abbandonato l'aula prima del voto e ora ripercorrono tutte le obiezioni sollevate in consiglio contro il documento

Lo aveva già fatto nei giorni scorsi, ma il gruppo consiliare della Lega, dopo l'approvazione del piano di riequilibrio finanziario, attacca i contenuti del documento e l'andamento della seduta consiliare di ieri. 

"Un atto politico, falsato e viziato, basato su errori macroscopici e con aumenti indiscriminati", è l'accusa dei consiglieri Liberato Aceto, Mario Colantonio, Fabrizio Di Stefano che, anche in rappresentanza della collega Emma Letta, stamani hanno incontrato la stampa per fare il punto non solo sulla loro scelta di non partecipare al voto, ma anche su quelli che ritengono essere gli errori del piano 

"Abbiamo ripetuto il voto già dato per il predissesto - spiega il capogruppo della Lega Colantonio, perché questo piano è una scelta politica. In tre giorni abbiamo dovuto fare tutte le commissioni per visionare i documenti, alcuni addirittura ci sono stati mandati la sera prima del consiglio. In aula, non ci hanno risposto alle considerazioni che avevamo sollevato anche in commissione e che erano state apprezzate anche dalla maggioranza, tanto è vero che tre gruppi politici (Chi ama Chieti, Chieti c'è, Lista Ferrara sindaco) si sono riservati il voto, mentre uno (Azione Politica) ha votato contro". 

Tecnicamente, poi, la Lega contesta il contenuto del piano. In primis "l'aumento delle imposte al massimo, che derivano anche dalla strategia di voler fare il piano di rientro con una contabilità relativa al 2019, per poi necessariamente inserire quella del 2020". 

Per quanto riguarda l'aumento delle aliquote Imu, aggiunge il capogruppo, "si è preso in considerazione l'incasso del 2020, un anno anomalo, con le entrate più basse nella storia del Comune di Chieti, viste le esenzioni quasi totali. L'amministrazione dice di aver applicato aumenti alle attività che possono affrontarli, ma non è così, ci sono aumenti fino al 33% e questo sembra quasi uno stimolo all'evasione".

La Lega contesta inoltre "errori macroscopici", come il dato, sollevato anche in aula, della vendita dei beni immobili comunali: "E se poi non saranno venduti cosa succede? Aumenteranno ancora di più le tasse?", si chiedono i consiglieri. Sotto accusa anche "l'accantonamento considerato nel piano come se fosse un debito. C'è stata un'interpretazione dei dati, ma la situazione ha tutt'altro aspetto". 

"Inoltre - aggiunge il capogruppo - nella ricognizione sono state lasciate fuori sacche di incasso assicurativo: le entrate potenziali non sono state considerate, mentre sono state prese in considerazione le uscite potenziali, come nel caso dei contenziosi legali". 

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