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Approvato il bilancio preventivo, non ci sono i numeri per l'eseguibilità

Con 21 voti favorevoli la maggioranza fa passare il bilancio, ma i voti vengono meno quando è il momento di votare l'eseguibilità. L'opposizione va dal prefetto per chiedere di commissariare l'ente, visto anche il parere sfavorevole dei revisori dei conti

Approvato, con il parere sfavorevole dei revisori dei conti, il bilancio preventivo 2014, con 21 voti favorevoli, quelli della maggioranza, e 14 contrari. Non è stata però votata l’immediata eseguibilità, motivo che ha spinto il centrosinistra a rivolgersi al prefetto per chiedere il commissariamento dell’ente. Proprio Fulvio Rocco De Marinis, infatti, aveva esortato l’amministrazione a procedere all’approvazione, arrivata ieri (lunedì 27 ottobre) con un giorno di anticipo sull’ultimatum imposto.

Un atto che l’assessore Roberto Melideo definisce “ulteriore farsa che non produrrà alcun effetto”, accusando la minoranza di volersi rendere protagonista. Per lui nessun intoppo sulla mancata eseguibilità alla delibera di approvazione: “Nulla rileva ai fini giuridici sul provvedimento già esistente, in quanto l’immediata eseguibilità è un elemento aggiuntivo, votato separatamente e adeguata motivazione affinché il provvedimento approvato possa esplicitare subito i suoi effetti”. Se il centrodestra continua a parlare di “compattezza”, i numeri sembrano dire ben altro.

Ma contro la minoranza punta il dito anche il capogruppo del Gruppo misto, Enrico Bucci, che definisce “stucchevole il comportamento dell’opposizione che, non avendo mai temi sui quali poter svolgere un confronto costruttivo con la maggioranza, ricorre al prefetto per chiedere che sia invalidato il bilancio di previsione. Se questo è l’inizio della campagna elettorale – tuona – io penso che oggi il centro sinistra abbia certificato la sua sconfitta”.

Intanto nella seduta di consiglio Riccardo Di Gregorio, capogruppo della Federazione della Sinistra, ha accusato la giunta Di Primio di tartassare i cittadini: “Siamo il Comune capoluogo di provincia con la fiscalità comunale tra le dieci più alte d’Italia, ma quello che più mi spaventa è che siamo con le casse comunali svuotate e in default”. Il consigliere di minoranza snocciola il peso procapite per cittadino della tassazione comunale: “Imu 203 euro, Irpef 100, Tasi 66, Tari 205 e, come se non bastasse – accusa l’amministrazione – lasciate un debito pro capite di 1.700 euro che ricadranno sulle generazioni future”. 

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