Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

La giunta approva la tassa di soggiorno, Rispoli: "Solo un modo per fare cassa"

L'ex capogruppo di Forza Italia confluito nel Gruppo misto torna ad attaccare l'amministrazione Di Primio per la mancata programmazione turistica e invita a coinvolgere nella discussione gli operatori di categoria

La giunta comunale teatina dice sì alla tassa di soggiorno, di cui ancora non si conoscono i dettagli, ma che è ormai ufficiale perché prevista dal Dup (Documento unico di programmazione), approvato lo scorso 24 aprile. 

Il documento, che prevede, tra le altre cose, le misure per rimpinguare le casse comunali, verrà sottoposto all'attenzione del consiglio comunale. Ma sul tema si alzano già le prime voci contrarie. 

Il consigliere Stefano Rispoli, ex Forza Italia, confluito nel Gruppo misto di cui ora è capogruppo si schiera ancora prima dell'inizio della discussione contro l'imposta e torna a puntare il dito contro l'amministrazione Di Primio: 

 L’intenzione è solo quella di fare cassa.

Già qualche settimana fa, l'ex capogruppo di Forza Italia aveva attaccato duramente la maggioranza che ha sostenuto fino a settembre, parlando di "disastro sociale". E anche oggi non risparmia parole al vetriolo contro un piano di rientro giudicato ben poco vantaggioso per i teatini: 

I cittadini chiedono di tagliare tasse e tariffe che pesano come macigni su imprese e popolazione, e il Comune di Chieti cosa fa? Taglia i servizi sul sociale, esternalizza gli asili nido e vende una farmacia. Come se non bastasse, all’interno dell’ultimo bilancio preventivo compare una nuova voce: l’imposta di soggiorno. Così non si va da nessuna parte.

Le accuse di Rispoli partono da lontano: 

Questa amministrazione negli ultimi anni non ha lavorato per implementare l’attrattività turistica. La città di Chieti non può essere equiparata ad altre realtà dove il turista paga effettivamente per i servizi di cui usufruisce. In una totale assenza di visione turistico-culturale sulla città e vista la mancanza di servizi, far pagare ai turisti un’imposta è qualcosa di assurdo. Servirà solo all’amministrazione comunale per raggiungere gli equilibri di bilancio. 

L'invito all'amministrazione è quello di ascoltare i diretti interessati, gli operatori del turismo, per studiare meglio la possibilità di una tassa di soggiorno: 

Credo sia opportuno ascoltare e coinvolgere le associazioni di categoria, gli albergatori, i gestori di bed & breakfast e gli altri operatori dell’accoglienza per far si che si affronti seriamente la questione.

Questa imposta, se direttamente non graverà sui cittadini di Chieti, andrà di riflesso a colpirli, indebolendo ulteriormente il movimento turistico. Anche i ristoratori e gli operatori del commercio verrebbero penalizzati. 

E non ci vengano a raccontare che i fondi che arriverebbero con l’imposta di soggiorno saranno dirottati su iniziative per il turismo come previsto per legge. Stiamo vedendo cosa succede a in altre città dove gli albergatori hanno denunciato uno stato di degrado addirittura imbarazzante.

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