"Dopo l'emergenza, basta con la riduzione di servizi all'ospedale di Vasto": l'appello di Smargiassi

Il consigliere del Movimento 5 stelle chiede ad Asl e Regione se c'è un piano per il futuro del San Pio e invita: "Il Coronavirus ci serva da lezione"

Il consigliere regionale Smargiassi

Arriva dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle Pietro Smargiassi l'appello a interrompere la riduzione dei servizi nell'ospedale San Pio di Vasto. Una richiesta avanzata a maggior ragione alla luce dell'emergenza sanitaria in corso, che ancora di più ha evidenziato la carenza di organico di figure essenziali come gli anestesisti. 

"La crisi sanitaria che stiamo vivendo dovrà servirci da lezione - commenta - e ricordarci quanto sia importante il servizio sanitario pubblico, soprattutto quello di prossimità". 

L'esponente dei 5 stelle, in particolare, si dice preoccupato "per le sorti di alcuni reparti che svolgono attività nevralgiche per qualsiasi nosocomio, figurasi per il San Pio di Vasto, che ormai da troppo tempo è vittima delle decisioni assunte dai Governi di destra e sinistra che si sono alternati in Abruzzo. Mi riferisco - continua Smargiassi - in particolare all'anestesia e rianimazione che in ogni ospedale rappresentano il fulcro, la stella polare, affinché ogni attività possa essere esercitata in sicurezza. Per quel che mi è dato sapere, risultano chiusi la terapia antalgica e la day surgery. Il numero di anestesisti in servizio continua a essere troppo ridotto rispetto alle necessità extra Covid che un normale nosocomio dovrebbe garantire. Visto che a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca, non vorrei che il numero esiguo di anestesisti venga preso come scusa per chiudere anche la rianimazione".

Al San Pio, così come negli altri ospedali abruzzesi, l'attività ordinaria è sospesa, per far fronte all'emergenza da Covid 19. Ma, per il consigliere pentastellato, questo "non può e non deve essere usato per ridurre ulteriormente i servizi al paziente".

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Ecco perché si rivolge al direttore generale della Asl Thomas Schael e all'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, per sapere se "per il San Pio c’è una programmazione per quello che sarà il futuro e se, soprattutto, questa programmazione contempli il mantenimento e magari il potenziamento di servizi come la rianimazione a servizio della sala operatoria. Spiace - conclude Smargiassi - dover lanciare questi interrogativi durante momenti così drammatici, ma purtroppo gli appelli accorati del passato dal sottoscritto sono rimasti, ad oggi, inascoltati. Vasto ed il vastese non sono territori che possono permettersi ulteriori tagli di strutture e personale in campo sanitario”.

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