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Ennesimo appello dopo la morte di Vito: "Chiudere le gallerie della morte"

Il consigliere regionale Bracco si affianca all'Aivfs per chiedere manutenzione efficace e controlli all'interno dei due tunnel sulla variante

L'incidente di venerdì sera, in cui ha perso la vita il giovane Vito Liberatore, di Roccamontepiano, è solo l'ultimo di una serie di episodi più o meno gravi avvenuti sotto le gallerie Le Piane e San Silvestro, sulla variante 16 che collega Francavilla al Mare con Montesilvano. E oggi il consigliere regionale Leandro Bracco (Sinistra Italiana) lancia un appello significativo: "Chiudere i 'tunnel della morte' fino a quando non verranno messi in sicurezza".

L'appello, già lanciato da Paolo D'Onofrio, referente Aivfs (Associazione italiana familiari e vittime della strada), che si costituirà parte civile per la morte di Liberatore, tiene conto del fatto che, in due anni, già una decina di persone ha perso la vita in quei pochi chilometri di strada. Le gallerie realizzate dall'impresa teatina Toto costruzioni generali, in realtà, sono state sottoposte di frequente a manutenzione, l'ultima volta due anni fa, quando la galleria San Silvestro rimase chiusa quattro mesi. Frequenti le infiltrazioni d'acqua, ma a preoccupare fu anche il manto stradale, non livellato in maniera uniforme. E, nel settembre di quattro anni fa, l'associazione Codici presentò un esposto alla procura di Chieti e alla Corte dei Conti, per valutare le responsabiltà della continua manutenzione delle due gallerie, in maniera da accertare eventuali mancanze o condotte di rilevanza penale. La vicenda finì anche in Parlamento, con un'interrogazione dei deputati del Movimento 5 stelle.

E, oggi, quelle polemiche tornano d'attualità, con il consigliere Bracco che denuncia i frequenti schianti nelle gallerie: "Non si tratta di semplici incidenti, ma di sinistri seguiti a sbandamenti e uscite di strada che si sarebbero potuti evitare se la strada e le gallerie fossero state progettate secondo le direttive europee e cioè con corsie ampie e non a doppio senso di marcia".

"Anche il sindaco di Francavilla Antonio Luciani - aggiunge - ha lanciato un appello affinché si proceda con l'installazione di sorpassometri e autovelox fissi che vadano a scoraggiare chi alla guida di un mezzo corre a più non posso e dunque senza rispettare i limiti di velocità, mettendo di conseguenza a rischio la vita propria e quella altrui. Ma non basta. La strada va messa in sicurezza con interventi di notevole impatto che incidano sullo spazio".

L'Aifvs sarà affiancata nella battaglia giudiziaria dall'avvocatessa Luciana Gabriella Di Nardo. A ogni incidente mortale, l'associazione chiede di installare videocamere di sicurezza, finora senza alcun successo. "Intanto - prosegue Bracco - le persone continuano a morire e chi è addetto ai controlli fa poco o nulla. Non sono presenti spartitraffico e chi percorre quotidianamente quella strada sa che le automobili corrono all'impazzata".

Secondo quanto afferma il consigliere regionale, il progetto originario delle gallerie prevedeva doppie canne, con tunnel a senso unico. Alla fine, però, sono state realizzate due gallerie a doppio senso, con corsie ridotte e senza alcuno spazio di sosta per l'emergenza o vie di fuga. 

"I tunnel della morte vanno chiusi fino a quando non verranno messi a norma. La politica – conclude – non può e non deve rimanere inerte. I decessi continui di persone senza colpa alcuna devono servire da monito affinchè chi di dovere si assuma le proprie responsabilità. Non è più tollerabile infatti che una persona perda la vita non per negligenza o imprudenza propria ma a causa di infrastrutture stradali la cui sicurezza lambisce l'illegalità".

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