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Di Primio tra Marinelli e Antonelli

Di Primio tra Marinelli e Antonelli

"Aca e rischio paralisi": Di Primio chiede le dimissioni del cda

Con il sindaco di Pianella Marinelli e il capogruppo di Forza Italia Pescara Antonelli, il sindaco di Chieti invoca le dimissioni del CdA così da consentire la nomina di un amministratore unico

Dimissioni dell’intero Consiglio di amministrazione dell’Aca per evitare la paralisi e consentire la nomina di un amministratore unico. È quanto hanno chiesto il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, il sindaco di Pianella, Sandro Marinelli e il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Marcello Antonelli in conferenza stampa. “L’arroganza del centrosinistra sulla nomina del CdA di Aca – sostengono - sta provocando inefficienze per i cittadini e il rischio paralisi della stessa società acquedottistica, visto che nel mese di novembre i comuni-soci si aspettavano di approvare la programmazione dei lavori anziché assistere ad un inerte immobilismo”. 

“I controlli dell'Ato sulla nomina del Cda di Aca hanno dimostrato e continuano tutt’ora a dimostrare un operato inefficace e miope – ha proseguito Di Primio - considerato che la Legge Madia non lascia dubbi circa la possibilità di procedere alla nomina di un CdA in una Società a totale partecipazione pubblica prevedendo, infatti, che essa sia governata da un amministratore unico. L’Ato, che solo ora si accorge dell’entrata in vigore della ‘Madia’, incapace di assumere le decisioni che pur le competono, essendo l’organo di controllo analogo su ACA, continua a perdere tempo chiedendo, in merito, un improbabile parere al Ministero della Funzione Pubblica. 

Il risultato dell’arroganza e della bramosia di poltrone del centrosinistra e della colpevole incapacità dell’Ato – ha sottolineato il sindaco - è che i cittadini si troveranno a fare i conti con inefficienze e immobilismo sotto il profilo della programmazione dei lavori e della organizzazione del personale dell’Azienda. Per questo chiediamo al CdA di dimettersi, così da consentire la nomina di un amministratore unico ed evitare problemi come quello che rischia dal 1 gennaio 2017 la città di Pescara a causa dell’inerzia del CdA di Aca rispetto alla gestione del depuratore che, se nulla cambierà, fra poco più di un mese rischierà di fermarsi”.
 

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