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L'Abruzzo verso la scelta del garante dei detenuti

Per la prima volta ci sarà una figura deputata alla tutela delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà. La seduta il 24 settembre. Francesco Lo Piccolo, uno degli aspiranti, ci spiega com'è lavorare coi detenuti

Il Consiglio regionale si appresta a varare il garante dei detenuti, figura prevista dalla convenzione dell’Onu del 1987 contro la tortura e deputata alla tutela delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Una figura necessaria in Abruzzo, dove si contano circa 2300 detenuti e detenute a fronte di una capienza di 1600 posti distribuiti fra le carceri dell’Aquila (dove è presente anche il carcere minorile), Sulmona, Avezzano, Pescara, Chieti, Teramo, Lanciano, Vasto. Il Consiglio regionale sta discutendo in questi giorni sul nome da scegliere.

Tra i candidati da Chieti c’è Francesco Lo Piccolo (foto), giornalista e fondatore della onlus Voci di dentro, che dal 2008 coi suoi volontari opera dentro e fuori le carceri per favorire le attività e il reinserimento di detenuti e detenute ed edita una rivista scritta e realizzata dagli stessi. Lo Piccolo ci ha spiegato i motivi della sua candidatura e il senso del lavoro del garante dei detenuti.

“Mi sono candidato perché mi è sembrato il giusto sbocco del mio percorso: giornalista, consulente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo per la “Carta di Milano”, membro della Conferenza Regionale Volontariato Giustizia Abruzzo, referente dei detenuti per i Radicali Abruzzo, volontario in carcere da otto anni, da quando venni invitato dalla direttrice dell’Istituto di Chieti Lucia Avvantaggiato ad aiutarla nell’organizzazione di un giornalino interno. In questi anni ho imparato a conoscere i detenuti e a misurarmi con loro – spiega - soprattutto ho visto che prima di essere autori di un reato sono persone. Persone la cui dignità non può mai essere calpestata e i cui diritti restano tali, inviolabili. Da qui l'idea e la spinta a cambiare il senso dell'attività del volontario: non solo un aiuto spirituale o materiale, ma motore di un processo di responsabilizzazione e crescita delle persone detenute per un reale cambiamento”.

Diverse sono state le battaglie dentro e fuori dal carcere per i diritti dei detenuti favorendo la costruzione di occasioni di lavoro, di studio e di conoscenza per evitare la cosiddetta porta girevole. L’associazione Voci di dentro ad esempio ha istituito fuori dal carcere uno sportello legale per gli ex detenuti e uno sportello di aiuto nella ricerca del lavoro. “Credo che spendersi per i diritti non significhi solo protestare, denunciare, scioperare – aggiunge -  ma costruire, avere tempo parlare coi magistrati, di sorveglianza, i direttori, gli avvocati e ovviamente i detenuti. Da Vasto a Teramo".  

I CANDIDATI Questi sono gli altri candidati al ruolo di garante dei detenuti in Abruzzo: Paolo Albi, ex consigliere comunale di centrodestra a Teramo; Salvatore Braghini, avvocato; Bruna Brunetti, dirigente del ministero di Giustizia; Gianmarco Cifaldi, professore di Sociologia all’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara; Leonardo Colucci dei Radicali; Rosita Del Coco, docente di Diritto penitenziario a Teramo; Gabriele Del Malvò, cavaliere della Repubblica; Carlo Di Marco, docente di Scienze Politiche a Teramo; Antonio Di Biase, docente di Diritto civile all'Università di Foggia; Ariberto Grifoni, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani; Giorgio Lovili, ex segretario generale del Comune dell’Aquila; Marco Manzo, direttore di Abruzzoindependent.it; Danilo Montinaro, di Amnistia Giustizia Libertà; Manlio Madrigale di Civicrazia  Chieti; Fabio Nieddu, ex responsabile della Croce rossa di Chieti; Fiammetta Trisi, direttore dell’Ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Pescara. 

E’ stato invece presentato un ricorso al Tar per l’esclusione della candidatura di Rita Bernardini, segretaria dei Radicali. 
 

L’elezione del Garante è al punto 12 della prossima seduta del Consiglio regionale, il 24 settembre 2015.
 

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