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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Dopo i sigilli al depuratore, i 5 stelle chiedono il divieto di irrigazione e uno studio epidemiologico

Pentastellati sul piede di guerra contro chi non ha vigilato, con una mozione dei consiglieri comunali Argenio e D'Arcangelo, le interpellanze dei regionali Marcozzi e Pettinari. E il deputato Vacca porta il caso in Parlamento

Dopo gli arresti di quattro persone per il malfunzionamento del depuratore di San Martino, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, stamani (martedì 25 ottobre), hanno depositato una mozione urgente. 

L’obiettivo è quello di suonare la sveglia alle istituzioni visti i gravissimi e reiterati fenomeni di inquinamento ambientale che mettono a rischio la salute della comunità da anni: dalla bomba ecologica di Bussi, all’incendio della discarica, al Sir di Chieti Scalo. “Crediamo - dicono i pentastellati - che la città non possa continuare a subire in silenzio questo stato di cose, soprattutto alla luce di quanto sta emergendo dall'inchiesta giudiziaria, soprattutto ora che sappiamo che alcuni rappresentanti delle istituzioni erano ben consci che l'impianto di depurazione serviva solo a mangiare soldi pubblici”. 

Nel documento, Argenio e D’Arcangelo invitano il sindaco a valutare la possibilità di vietare l’uso dell’acqua per l’irrigazione dei campi. Inoltre, chiedono una concertazione tra Comune e Asl, “affinché sia eseguito un accurato studio epidemiologico sulla cittadinanza, allo scopo di capire se gli inquinanti, in particolare quelli chimici, hanno avuto un'incidenza nell'insorgenza di patologie”. Invocano l’esenzione dal pagamento di tasse e tributi comunali per i cittadini di Chieti residenti nelle zone più vicine a quelle contaminate e, in ultimo ma non meno urgente, l’individuazione dei siti contaminati e uno studio sui livelli contaminazione. “Auspichiamo - incalzano i 5 stelle - che la Città di Chieti non debba nuovamente assistere, inerme, a tristi e sconsolanti perdite di tempo, ai balletti tra Regione e Comune o ai rimpalli di responsabilità”.

E il caso dell’arsenico nel fiume Pescara è arrivato anche in Parlamento, con l’interrogazione del deputato 5 stelle Gianluca Vacca, che commenta: “La situazione reale deve emergere e le responsabilità devono essere chiarite perché quello che sta accadendo è molto più grave di ciò che alcuni amministratori vogliono far intendere sminuendo la situazione. Siamo di fronte a un nuovo caso Bussi”. 

Sull’operazione Panta Rei intervengono anche i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, che puntano il dito contro la politica, responsabile della salute pubblica e annunciano la presentazione di interpellanze. “Un Governo regionale responsabile  - dice - dovrebbe effettuare un monitoraggio costante dei consorzi e degli enti preposti al controllo. Una volta effettuati i controlli, deve provvedere a revocare le autorizzazioni ove necessario e ogni volta la legge lo imponga”.

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