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25 aprile, il copione si ripete: polemiche tra Di Primio e il vice dell'Anpi Zulli

Una piccola cerimonia, nel rispetto del distanziamento sociale. Assente il sindaco che viene criticato e Zulli che il giorno dopo getta benzina sul fuoco

Non si fermano le polemiche dopo la celebrazione del 25 aprile in città e il concitato botta e risposta tra il sindaco Di Primio e il vicepresidente vicario dell’Anpi Chieti, Giustino Zulli.

A gettare benzina sul fuoco è quest’ultimo il quale, dopo le esternazioni del primo cittadino, rivendica il diritto di deplorare le assenze dei sindaci alle commemorazioni, così come fatto in altre città.

“Il sindaco Di Primio – replica Zulli - purtroppo, ha perso l’ennesima occasione per evitare brutte figure. Dimostrando con le parole dette, che chi sparge ancora odio a 75 anni dalla Liberazione dal nazifascismo è lui, non altri, ha dimenticato di ricordare che l’Anpi di Chieti lo ha pubblicamente ringraziato quando è venuto ad inaugurare, indossando la fascia tricolore a nome dell’intera cittadinanza, il sacrario dei Patrioti della Resistenza e quando ha partecipato all’inaugurazione del Belvedere dedicato al leggendario comandante della Brigata Maiella, la prima entrata nella Bologna liberata, Ettore Troilo”.

Sabato la consueta commemorazione, senza spettatori quest’anno, davanti al monumento alla Resistenza e ai piedi della lapide in piazza Martiri della Libertà intonando “Bella ciao”. Assente il primo cittadino.

 “Di Primio – incalza Zulli - dovrebbe ricordare che il 25 aprile è una data che ci ricorda che ci furono, da una parte, i Partigiani che liberarono l’Italia dalla spietata oppressione nazista e, dall’altra, i repubblichini che si misero al servizio degli invasori stranieri. Noi ci ispiriamo ai valori del 25 aprile 1945, al 1° maggio, al 2 giugno 1946, al 1° gennaio 1948 con l’entrata in vigore di quella Costituzione che ne rappresenta la sintesi e siamo orgogliosi, come italiani, di farlo.Di Primio vuole ricordare “tutte le vittime della seconda guerra mondiale” mettendo sullo stesso piano vittime e carnefici? Padronissimo di farlo ma, come canta Francesco De Gregori nella sua bellissima “Viva l’Italia”, la storia non ha nascondigli. E quello scelto da Di Primio – conclude -  è un nascondiglio”.
 

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