Coronavirus: stangata sul trasporto pubblico locale, le proposte di Confindustria, Anav e Tua

In una lettera indirizzata al presidente della Regione vengono individuate due proposte, applicabili a tutte le imprese del territorio, per superare questa crisi

Confindustria, Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori) regionale e Tua scrivono al presidente della regione, Marco Marsilio, per sottolineare gli impatti negativi che hanno investito le aziende di  trasporto pubblico locale a seguito dell'emergenza Coronavirus.

Il documento è stato sottoscritto martedì 17 marzo, dal presidente di Tua, Gianfranco Giuliante, dal presidente di Anav Abruzzo, Sandro Chiacchiaretta, e del consigliere incaricato Trasporti di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone.

“Gli impatti negativi sulle aziende del settore del trasporto pubblico locale – si legge nel documento congiunto - derivanti dall’emergenza sanitaria legata al Covid 19/Coronavirus, sono tangibili e hanno colpito in maniera indifferenziata tutte le imprese operanti nel settore, su tutto il territorio nazionale e quindi anche quelle del trasporto pubblico regionale abruzzese, sia pubblico che privato. L’indicatore più immediato per misurare la perdita economica è dato dal calo vertiginoso dei passeggeri trasportati e conseguentemente dei ricavi da traffico. Tali riduzioni sono state crescenti dall’inizio dell’emergenza e negli ultimi giorni oltrepassano il 90% rispetto ai ricavi dello stesso periodo nel 2019”.

L’evoluzione dello scenario, purtroppo, non sembra essere ottimistico, soprattutto per quel che concerne le risorse finanziarie e i costi fissi. Col rischio di una crisi di liquidità che, giocoforza, investirà tutte le aziende.

“Le necessarie misure restrittive previste dal Governo lasciano presagire che tale dato non tenderà a ridursi nel breve periodo. In siffatta situazione – prosegue il documento sottoscritto da Confindustria, Anav e Tua - non solo non si raggiungerà il rapporto ricavi/costi teoricamente necessario per garantire l’equilibrio economico pari al 35 per cento, equilibrio tra l’altro mai raggiunto, ma verrà seriamente compromesso il risultato economico dell’esercizio. Oltre alla perdita di bilancio, verranno a mancare ingenti risorse finanziarie alle aziende del settore che porteranno, di qui a breve, a una crisi di liquidità che coinvolgerà tutte le aziende. La riduzione dei servizi, adottata su disposizioni del Governo regionale, ha consentito sicuramente di mitigare gli effetti economici negativi relativi ai costi variabili direttamente correlati all’esercizio, quali i costi di trazione, ma non ha prodotto effetti significativi sui costi fissi ed ha prodotto solo effetti parziali sugli altri costi, quali quelli relativi al personale, che non si sono ridotti in misura proporzionale alla riduzione dei servizi. In altre parole la riduzione dei costi correlata alla riduzione dei servizi non consentirà di compensare la perdita dei ricavi per l’esercizio 2020”.

Condindustria, Anav e Tua hanno sintetizzato due proposte, tra in linea con quelle dall’Azienda Unica dello scorso 15 marzo, indirizzate al Governo abruzzese, applicabili a tutte le imprese del territorio, pubbliche e private che non comportano lo stanziamento di ulteriori risorse a carico del bilancio regionale e risultano conformi al Protocollo recentemente sottoscritto dalle associazioni datoriali Asstra–Anav–Agens e le sigle sindacali: Fit Cisl, Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna.

La prima riguarda l’invarianza di contributo a fronte della riduzione dei servizi.

Tenuto conto che le risorse per il trasporto pubblico locale sono già stanziate nel bilancio regionale, Confindustria, Anav e Tua chiedono di autorizzare, ad invarianza di corrispettivo/contributo, una rimodulazione ancora più consistente dei servizi, parametrando l’offerta all’effettiva domanda di mobilità.

La crisi generalizzata sta avendo un impatto crescente in termini nefasti sui trasporti; il calo di chi utilizza i mezzi pubblici è vertiginoso e, purtroppo, aumenta in modo esponenziale. Insomma una vera e propria emorragia alla quale è urgente provare a mettere un argine. Si sta, infatti, assistendo ad un vertiginoso calo degli utenti, 3 o 4 persone al massimo sui mezzi. La proposta, caldeggiata dai sottoscrittori della nota, è quella di attuare un’ulteriore rimodulazione, anche al di sotto del 50 per cento, sempre a parità di corrispettivo/contributo, per alcune fasce orarie e per quelle aree in cui attualmente non c’è domanda, garantendo comunque il pendolarismo dei lavoratori.

La seconda riguarda l’anticipazione pagamento quadrimestralità/semestralità 2020.

L’obiettivo è quello anticipare di due mesi il pagamento della quadrimestralità/semestralità per consentire alle aziende di far fronte alla crisi di liquidità che deriva inequivocabilmente dal calo esponenziale della vendita dei titoli di viaggio.

Questa misura, infatti, non ha alcun impatto economico per la Regione Abruzzo in quanto si tratta di risorse già stanziate nel bilancio regionale e nel Fondo del Trasporto Pubblico.

Liquidità che permetterebbe alle aziende del TPL di poter procedere senza difficoltà al pagamento degli stipendi e dei fornitori, scongiurando, come diretta conseguenza, il totale tracollo dell’aziende che lavorano nell’indotto. 

“L’accoglimento di tale istanza, accompagnata dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali e dei fondi bilaterali, per cui le aziende si stanno già attivando, garantirà la stabilità del settore dei trasporti in una fase così delicata e – conclude la nota - purtroppo, in uno scenario in divenire poco rassicurante”.

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