Come funziona la cassa integrazione: tutto quello che bisogna sapere

Per accedere, è necessario che l’attività di lavoratori sia stata sospesa o ridotta per condizioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all'impresa o ai dipendenti

Può capitare in alcuni casi che un’azienda richieda la cassa integrazione per i propri lavoratori, una misura sostitutiva che permette di retribuire comunque i dipendenti per un determinato numero di mesi. Questa prestazione economica è erogata dallInps.

Per accedere, è necessario che l’attività di lavoratori sia stata sospesa o ridotta per condizioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all'impresa o ai dipendenti.

Esistono tre tipologie di cassa integrazione:

  • Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo)
  • Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs)
  • Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd)

Cos’è la cassa integrazione ordinaria e come funziona

La cassa integrazione ordinaria (Cigo) si rivolge ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante), con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio.

È corrisposta fino a un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino a un massimo di 52 settimane (un anno). Per ciascuna unità produttiva, il trattamento ordinario (Cigo) e quello straordinario (Cigs) non può superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio. Il trattamento di integrazione salariale ammonta all'80% della retribuzione globale.

Cassa integrazione straordinaria: informazioni

La cassa integrazione guadagni straordinaria sostituisce o integra la retribuzione dei lavoratori sospesi o a orario ridotto di aziende in situazione di difficoltà produttiva o per consentire alle stesse di sostenere processi di riorganizzazione o qualora abbiano stipulato contratti di solidarietà. I destinatari sono i lavoratori subordinati, tra cui gli apprendisti, con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio, che siano alle dipendenze di un'azienda destinataria della normativa Cigs e possiedano almeno 90 giorni di anzianità di effettivo lavoro alla data di presentazione della domanda.

Si può fare richiesta della cassa integrazione guadagni straordinaria solo per questi motivi:

  • riorganizzazione aziendale. In questo caso la durata massima è pari a 24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile;
  • crisi aziendale, esclusi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa (dal 1° gennaio 2016). In questo caso per ciascuna unità produttiva il trattamento straordinario di integrazione salariale può avere una durata massima di 12 mesi, anche continuativi
  • contratti di solidarietà; durata massima di 24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio.

Anche la Cigs, come la Cigo, prevede un trattamento di integrazione salariale ammonta all'80% della retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, ma con dei limiti specifici: 971,71 euro (lordi) quando la retribuzione mensile di riferimento è pari o inferiore a 2.102,24 euro; 1.167,91 euro (sempre lordi) quando la detta retribuzione è superiore ai 2.102,24 euro.

Cos’è e come funziona la cassa integrazione in deroga

La cassa integrazione in deroga è un intervento di integrazione salariale a sostegno di imprese che non possono ricorrere agli strumenti ordinari perché esclusi all'origine da questa tutela o perché hanno già esaurito il periodo di fruizione delle tutele ordinarie.

La Cigd può essere concessa ai lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti, con un'anzianità lavorativa di almeno 12 mesi dalla data di inizio del periodo d'intervento. La Cigd viene concessa dalla Regione Abruzzo oppure dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

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L'indennità è pari all'80% della retribuzione che il dipendente avrebbe percepito per le ore di lavoro non prestate, non oltre le 40 ore settimanali. L'importo della prestazione non può comunque superare un limite mensile che viene stabilito di anno in anno. La Cigd è cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio, nel limite complessivo di 3mila euro l'anno.

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