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Giovedì, 9 Febbraio 2023
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Urban Nature, il Wwf premia le foto più belle della natura in città

Con la cerimonia di premiazione va in archivio il concorso fotografico. Il primo premio, un week end nell’Oasi di Anversa, a un concorrente di Trento

Con la cerimonia di premiazione va in archivio il concorso fotografico legato a Urban Nature e indetto dal Wwf Chieti-Pescara in collaborazione con il museo universitario in occasione di “Urban Nature 2022”. operta e la valorizzazione della natura in città.  

Ventisei le immagini, provenienti anche da fuori regione, tutte di qualità, tant’è che la giuria (il direttore del museo prof. Luigi Capasso, il ten. col. dei carabinieri forestali Marco Santilli e la delegata regionale del Wwf Italia Filomena Ricci) ha avuto difficoltà nella scelta delle tre opere vincitrici. Il primo premio, un week end nell’Oasi di Anversa, è andato a un concorrente di Trento per l’opera “Natura, degrado e religione”.

"Avremmo voluto premiare tutti, ma almeno per quest’anno non è stato possibile. Per la prossima edizione, la sesta, il Museo ha annunciato l’intenzione di pubblicare un volume che ospiterà tutte le foto sin qui presentate. Saremo felici di offrire a tutti coloro che hanno partecipato in questi primi cinque anni una copia di questa pubblicazione, sperando che tanti vogliano cimentarsi anche nell’edizione 2023 continuando in una meritoria caccia fotografica della natura in città" ha detto  la presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco.

La cerimonia è stata arricchita da Maria Teresa Indirli e Marcella Spaziano, socie Wwf, che hanno letto alcuni brani d’autore sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente per sottolineare ancora di più il significato del concorso e dell’evento nazionale che lo ispira: la riscoperta e la valorizzazione della natura in città.   

Il primo premio di Urban Nature 2022 (un fine settimana gratuito nell’Oasi Wwf di Anversa degli Abruzzi, offerto dall’Oasi Wwf e Riserva Naturale Regionale “Gole del Sagittario”) è andato ad Alexander La Gumina per l’opera “Natura, degrado e religione” (Trento, 2022). L’immagine coglie, con una efficace sintesi, la commistione tra interventi umani che, pur se legati al sentimento religioso, vengono lasciati in abbandono e che la natura non vìola ma riconquista e quasi esalta pur crescendo in una modalità che ai nostri occhi può apparire “disordinata” e “fuori posto” e che è invece segno della vitalità della pianta che cresce come e dove può.  

Il secondo premio (una confezione di prodotti Terre delle Oasi offerta dall’Oasi Wwf  e Riserva Naturale Regionale “Lago di Penne”) è stato consegnato a Margherita Di Giambattista per l’opera “Scalinata” (Giardini di S. Clotilde Lloret De Mar, Girona, Spagna, 2017). Un manufatto umano abitualmente frequentato (com’è evidenziato dalle figure in alto) eppure “riconquistato” dalla natura che si è insediata lungo i gradini arricchendo e valorizzando l’opera dell’uomo. Questa foto ha ben colto il senso del concorso: la natura in un contesto urbano può arricchire la vita di noi tutti, aiutandoci a stare meglio e regalandoci bellezza e serenità. 

Infine, il terzo premio (selezione di volumi naturalistici di pregio offerti da Cogesctre Edizioni di Penne) è andato a Giacomo Cardea per l’opera “L’albero secolare” (Roma, 2017). La forza della natura efficacemente rappresentata cogliendo, nell’immagine proposta, un albero che benché costretto a cercare una strada non diretta nel suo slancio verso il cielo, ha saputo conservare la propria maestosa dignità anche a fronte delle costruzioni dell’uomo che lo circondano mentre nel frattempo è capace di offrire dimora a muschi e felci che crescono e proliferano sul suo tronco inclinato. 

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